
La comodità di essere editori e proprietari di un quotidiano a tiratura nazionale è impagabile (e credo invidiabile). La possibilità di scrivere ciò che si vuole, senza che alcuno possa controbattere o minimamente inficiare il senso nevralgico dello scritto, è senza ombra di dubbio eccitante e gratificante (per l'editore, per il direttore, per i redattori stessi). In certi frangenti si è assaliti da un incredibile senso di onnipotenza. Ci si crede depositari unici e inconfutabili della "verità". Si manda in stampa qualsiasi fesseria spacciandola per ultima notizia, per scoop giornalistico, per premio Pulitzer. E' quello che accade (oramai da parecchi anni) nella redazione de il Giornale, una volta splendida creatura montanelliana, affidato (da qualche mese) dal clan Berlusconi alle cure amorevoli e ruffiane del direttore Mario Giordano, in precedenza a capo del telegiornale (se così vogliamo chiamarlo) di Italia1 StudioAperto, istruito e indirizzato per bene dalla scuola di Maurizio Belpietro (uno notoriamente non di sinistra...), che a sua volta pendeva letteralmente dalle labbra del padrone di Arcore e che ora continua la sua "opera" meritoria alla guida di Panorama. Dicevamo del Giornale. La prima pagina di oggi è dedicata al cavaliere (e ci mancherebbe altro) e al suo programma dei 7 punti, che non è una nuova dieta della Weight Watchers. E' solamente un nuovo programma politico (già stilato dal leader del centrodestra), da sottoporre al giudizio dei pasdaran del nuovo partito della libertà, ed è formato da 7 punti prioritari (secondo sua emittenza naturalmente). Punto 1, politica fiscale: riduzione imposte e abolizione dell'ICI. Punto 2, tutela privacy: cimici solo per reati di mafia. Punto 3, criminalità: più mezzi alle forze dell'ordine. Punto 4, aiuti alle famiglie: terreni a costo zero per chi non ha casa. Punto 5, scuola e università: rilancio della riforma Moratti. Punto 6, giustizia: separazione delle carriere. Punto 7, infrastrutture: nuovo piano grandi opere. Come potete ben notare, le nuove "sirene" berlusconiane sono ritornate all'opera con la loro riconosciuta carica ammaliatrice. Questa volta, però, stranamente il cavaliere ha snobbato la sua sede mediatica preferita, vale a dire il salotto buono di Bruno Vespa e di Porta a porta, optando per il più comodo e personale salotto di casa propria. Appunto la prima pagina de il Giornale di Mario Giordano, il quale, molto ossequiosamente, l'ha fatto accomodare e gli ha offerto un bel megafono elettorale, anticipandone i modi e i tempi. A me non interessa entrare nel merito o nella critica dei 7 punti del programma berlusconiano (tanto oramai le promesse e gli ammiccamenti elettorali sono sempre gli stessi), ma mi piacerebbe conoscere il pensiero di altri direttori di giornali e settimanali, chiedendo loro cosa penserebbero se ci fossero intrusioni editoriali, diciamo così, alquanto pesanti e intolleranti (soprattutto riguardo all'autonomia professionale del singolo direttore) tali da condizionare la linea del giornale (o del settimanale). Non vorrei dire, ma mi sembra che il cavaliere già ce l'abbia un bel megafono in casa sua. Si chiama Emilio Fede, si può ascoltare (per chi ne ha la forza e lo stomaco...) la sera verso le ore 19.00 e non credo che ci fosse il bisogno di imporre anche il veicolo del quotidiano di casa propria per cercare di ritornare in sella e riappropriarsi di quello (il potere) che il popolo italiano (giustamente) gli aveva tolto con il voto del 10 aprile 2006.