tpi-back

giovedì 25 maggio 2017

il carcere uccide

L'argomento carcere l'avevo già trattato su questo blog nello scorso mese di aprile (http://tpi-back.blogspot.it/2017/04/fronte-del-carcere.html  e poi http://tpi-back.blogspot.it/2017/04/una-morte-assurda.html) ma a quanto pare non solo uno sconosciuto blogger come il sottoscritto ha sentito il diritto-dovere di cronaca nel parlarne. Anche il più venduto magazine politico-economico-sociale ha avvertito la medesima necessità. Ed ecco infatti un ottimo servizio giornalistico, a firma Arianna Giunti su L'Espresso, che ci fa aprire gli occhi sul mondo carcerario e sulle inevitabili morti alle quali non sembra esserci rimedio o almeno preoccupazione. Sembra che questi decessi siano di un altro mondo, che non ci toccano, non ci riguardano. Almeno finchè un giorno, disgraziatamente, un nostro caro non incapperà nelle strette maglie della giustizia. Consiglierei un'attenta lettura di questo articolo. (http://espresso.repubblica.it/inchieste/2017/05/23/news/suicidi-in-carcere-la-strage-silenziosa-i-detenuti-sono-imbottiti-di-psicofarmaci-1.302418?ref=HEF_RULLO).  

mercoledì 24 maggio 2017

senza mutande, senza vergogna

David Beckham, indossando le mutande bianche firmate, ha fatto ingolosire le aspettative sessuali di milioni di donne, attratte dalla consistenza intravista tramite la pubblicità cartellonistica. Altri esempi di smutandati più o meno di grido (e di fattezze più o meno esagerate, uno per tutti Rocco Siffredi con le CK) ce ne sono stati. Eccome. Mi è parso quindi che la notizia clamorosa data dal buon vecchio Lando Buzzanca, partecipando all'ennesimo reality su RAIDUE, sia stata francamente controcorrente, rispetto alla normalità delle cose (http://www.blitzquotidiano.it/tv/lando-buzzanca-confessa-non-porto-le-mutande-da-40-anni-2694923/). Capisco che i gioielli di famiglia (in questo caso i suoi) avvertano molta più libertà, senza le restrizioni di sorta (a prescindere dalla marca) imposte dalla mutanda e quindi si sentano doppiamente felici (insieme al walter, come lo chiamerebbe la Littizzetto) di oscillare senza paura. Ma a un certo punto non portarle per 40 anni, anche in base alle ferree leggi della gravità terrestre, secondo me potrebbe determinare una sorta di contrappeso dantesco: ovvero la tendenza a scendere (i gioielli e il walter) sempre più in basso, anno dopo anno, fino a determinare la classica mossa di chi, scocciato per svariati motivi, mima con i gesti il contenitore che oramai ha toccato terra. Anche in presenza di pantaloni a vita bassa.  Molto bassa.   

martedì 23 maggio 2017

25 anni senza Giovanni Falcone

Sono trascorsi 25 anni da quel tragico e orrendo 23 maggio 1992. La strage di Capaci è una ferita che non si rimarginerà mai nel tessuto sociale politico e morale dell'Italia. Il sacrificio di Giovanni Falcone, di sua moglie e della sua scorta è stato purtroppo vano. Nulla è cambiato, anzi tutto è peggiorato nel nostro Paese. Ha ragione il presidente del Senato Pietro Grasso (che ha lavorato con Falcone e lo ha conosciuto e ammirato a dismisura) quando dice che se oggi ci fosse ancora Giovanni Falcone (e naturalmente anche Paolo Borsellino) molto probabilmente l'Italia sarebbe diversa e migliore di quella che è. Parole da sottoscrivere integralmente ed io oggi, per unirmi idealmente al ricordo di Falcone, vi voglio riproporre quanto da me scritto 8 anni fa su questo blog (http://tpi-back.blogspot.it/2009/05/il-sacrificio-degli-eroi.html).

lunedì 22 maggio 2017

Malta, l'isola dei marpioni

Per assurdo la notizia clamorosa sarebbe quella che il vincitore dell'Isola dei famosi aprisse un conto o una società a La Valletta, capitale della Repubblica di Malta che, a ben vedere, adesso potremmo anche chiamare la Repubblica dei Marpioni visto e considerato che numerosi furbetti italici hanno già da tempo individuato l'arcipelago maltese come una manna per investimenti societari, finanziari e riciclaggi vari. Ma non credo che Raz Degan voglia unirsi a quella schiera di nomi, svelati ieri da l'Espresso (http://espresso.repubblica.it/inchieste/2017/05/18/news/maltafiles-tutti-i-nomi-degli-italiani-con-i-soldi-nel-paradiso-fiscale-1.302122?ref=HEF_RULLO&refresh_ce) per fregiarsi del titolo di marpione. Certo, la tentazione sarebbe forte: non è da tutti entrare in società, o in affari più o meno trasparenti, con gente marpiona del calibro di Briatore o di Fendi oppure con la famiglia Rocca o perché no con politici del rango (?) di Laura Bianconi, Benedetto Adragna o di Enrico Cantone (quest'ultimo dopo che l'Espresso l'ha beccato ha annunciato le sue dimissioni, http://www.blitzquotidiano.it/politica-italiana/enrico-cantone-consigliere-m5s-toscana-si-dimette-per-le-societa-non-dichiarate-a-malta-2690108/) ma alla fine ritengo che lo spirito zen di Raz possa avere il sopravvento sulla bramosia di potere e di denaro, facendolo allontanare così dalla pericolosa isola dei Marpioni e magari inducendolo a farsi una vacanza premio con la sua bella bionda (la Barale ovviamente) in qualche angolo di paradiso a lui più congeniale.    

sabato 20 maggio 2017

Rolex, Croce(tta) e delizia dei politici

Ma allora diciamolo. E' proprio un vizio. Anzi, direi quasi che più che un vizio assomiglia molto da vicino a un ossessione. Pur di avere un Rolex (ovviamente in regalo) i nostri politici fanno di tutto, si lasciano circuire moralmente e politicamente, addirittura si azzuffano pur di avere quello più prezioso (http://www.ilgiornale.it/news/politica/quei-rolex-regalati-dai-sauditi-e-intascati-palazzo-chigi-1211532.html), riescono anche ad abbinarci abiti sartoriali su misura (http://www.panorama.it/news/politica/rolex-abiti-viaggi-lista-dei-regali-lupi-parenti/) e addirittura ringraziano affettuosamente al telefono (http://palermo.repubblica.it/cronaca/2017/05/19/news/corruzione_arrestato_il_deputato_girolamo_fazio_manette_anche_per_l_armatore_ettore_morace-165808265/), per poi avere almeno il buon gusto di dimettersi, come nel caso della Vicari. A quanto pare, nella politica italiana, il Rolex va via come il pane ed è più richiesto di un emendamento che magari, sotto sotto, faciliti qualche sotterfugio per garantirsi agi e benefici per sé e per gli amici degli amici. Siamo alle solite: il malcostume italico, figlio legittimo della corruzione e della inesauribile sete di potere, continua a far proseliti a tutti i livelli, dai figli di ex ministri alle sottosegretarie ai Trasporti (incomincio a pensare che il Rolex oramai abbia una corsia preferenziale già pronta da tempo...), passando per parlamentari in trasferta di lavoro in Arabia Saudita. A tutti i livelli e a tutte le latitudini il motto imperante è sempre lo stesso: "...siam ministri o solo ex, datece solo er Rolex...". Viva l'Italia! Viva il Rolex!  

venerdì 19 maggio 2017

dal call center alla politica

Sembrerebbe un azzardo pensare di poter fare una carriera politica, di alto livello, partendo da un call center. Eppure è la semplice verità. E ne abbiamo la prova vivente. L'ex ministro degli Esteri ed attuale Alto Rappresentante della UE per gli affari esteri e la politica di sicurezza, ossia la 43enne Federica Mogherini, è partita proprio da un'affollata sala di un call center (non ci è dato sapere se lavorava in inbound o in outbound, ovvero se riceveva le chiamate o se le faceva proponendo magari abbonamenti per Telepiù...) per poi arrivare, con aggraziate falcate, al top della politica anche attraverso una carica di elegante e misurata sensualità (che non fa mai male) e ad un leggero strabismo di Venere. Non so se attualmente le giovani lavoratrici di call center, impegnate più a lottare con il coltello fra i denti per conservare il posto di lavoro che aspirare alla poltrona del dicastero della Farnesina, abbiano in mente altri genere di scalata sociale e lavorativa ma tuttavia credo (parlo a titolo esclusivamente personale avendo avuto una ex compagna grande lavoratrice di call center) che l'esempio dato dall'ex ministro/a sia sufficiente ad allargare orizzonti e speranze a tutte quelle donne (e perché no, agli uomini che magari potrebbero diventare dei nuovi Renzi...) che per necessità, e forse anche per virtù, anelano fortemente ad un qualsiasi posto che non sia la postazione scomoda di un call center. Fermo restando che, in ogni caso, una base di studi e di cultura è d'uopo, anche solo per fare da semplici portaborse al politico di turno. Sempre meglio che stare in cuffia. Leggetevi l'intervista odierna della Mogherini, c'è da imparare. Ed emulare. (http://www.corriere.it/sette/17_maggio_18/mogherini-pensare-che-ragazza-lavoravo-call-center-13829f5a-3bec-11e7-83da-130c74015a48.shtml).  

giovedì 18 maggio 2017

le follie (incomprensibili) della Rete

Che educazione può dare un padre alla propria figlia (con il consenso pure della mamma) se a soli due anni decide di aprirle un profilo Instagram per far sapere a tutto il web quando la piccolina farà la cacchina o a che ora farà il bagnetto e stronzate di questa risma? Va bene che il troppo denaro, guadagnato dando calci al pallone, può portare al parossismo dell'egocentrismo, nonché ad un esibizionismo puro e becero, ma a tutto c'è un limite! Mauro Icardi e signora potrebbero accudire ed educare molto meglio la loro bimba di due anni, invece di rendersi ridicoli e complici di uno sventurato modo di apparire (http://www.sport.it/calcio/la-figlia-di-icardi-ha-un-profilo-instagram-a-soli-2-anni_sn_98664.htm), per sentirsi vivi e importanti, facendosi seguire da migliaia di followers che non hanno una minchia da fare tutto il giorno se non stare attaccati a guardare le gesta (e le cacchette) della figlia del campione (se così lo vogliamo chiamare) dell'Inter. Che amarezza!