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giovedì 7 febbraio 2008

il cavaliere e i suoi gregari




Questo inizio di campagna elettorale ha già registrato un buon numero di dichiarazioni, di proclami e di retromarce. Si sa, la politica non sempre è una cosa seria. Oggi si può affermare con leggerezza e serenità quello che domani si può tranquillamente smentire. E senza crearsi per questo eccessivi problemi di incoerenza o di veridicità nei confronti di chi è chiamato ad esprimere il proprio voto. Il trasformismo politico è cosa nota, nessuno oramai ci fa più caso. Certo, fa un certo effetto pensare a Berlusconi che rimugina e pensa se è il caso di fare un'azione coraggiosa, mai pensata prima. Vale a dire infischiarsene degli alleati storici (i cosidetti "soci fondatori" della CDL) come Fini, Bossi e Casini e correre da solo (magari proprio con la sua nuova creatura denominata "il partito della libertà") il 13 e 14 aprile, contando sulle sue sole forze e non sull'appoggio di un circo politico variegato e rappresentato in tutte le sue colorite sfaccettature (da Dini a Mastella, da Storace alla Mussolini), pronto solo a mettere le tende a palazzo Chigi, e nei palazzi che contano, pur di assicurarsi la loro giornaliera razione di potere. Solite facce, soliti discorsi, soliti giochi di comando e di alleanze strategiche, di compromessi e di voltafaccia, sempre e comunque in nome dell'ambita poltrona ministeriale o da sottosegretario. Nonostante tutte le tentazioni e le buone intenzioni, il cavaliere non è riuscito a smarcarsi dai suoi gregari politici e a lanciare la volata contro Walter Veltroni, lui sì corridore solitario e coerente, in questo lungo rettilineo politico delle elezioni 2008. No, Berlusconi ha rinunciato a correre da solo perchè ha bisogno della sua truppa e delle loro "borracce" piene di voti e di clientelismi, di nomine e di "aficionados" sempre pronti a succhiare la ruota del capitano della squadra. Ma la perla delle dichiarazioni politiche odierne è stata senza dubbio, a mio giudizio, quella del buon vecchio "filosofo" Rocco Buttiglione che affida alle agenzie di stampa il suo rifiuto nell'accettare liste della destra fascista (con riferimento a Francesco Storace e ad Alessandra Mussolini) nel gruppone del centrodestra. No, lui certa gente non la vuole accanto. Sono estremisti, sono fascisti. Mica come Fini, Alemanno e Gasparri che invece sono filocomunisti...

2 Commenti:

  • Alle venerdì 8 febbraio 2008 08:01:00 GMT+1 , Anonymous Anonimo ha detto...

    Buongiorno,ormai la campagna elettorale è iniziata.Come scritto da Massimo Giannini su La Repubblica,la decisione del Partito Democratico di correre da solo ha terremotato,quale che sia l'esito del 13 aprile, la politica italiana.Nuovi fermenti sono sorti anche nel centro-destra,con la proposta del Cavaliere di fare la lista unica,nonostante il parere contrario dell'UDC e della Lega.Finalmente gli italiani hanno la possibilità di concentrare i loro voti sulle forze maggiori.Io spero che ne facciano buon uso,consentendo una netta vittoria del Partito Democratico.mauro

     
  • Alle venerdì 8 febbraio 2008 09:01:00 GMT+1 , Blogger nomadus ha detto...

    Che nuovi fermenti siano sorti anche nel centro destra, caro MAURO, mi sembra alquanto improbabile. Che siano già scaduti e inaciditi (basta guardare l'intervento della PRESTIFIACOMO ieri sera da SANTORO...) allora siamo perfettamente d'accordo. Battute a parte, io credo che questa occasione (forzata e non esplicitamente richiesta dagli italiani) delle votazioni possa indurre gli uomini politici del centrodestra a fare un pò di "pulizia" al loro interno. A non candidare, per esempio, chi ha ancora delle "pendenze" con la GIUSTIZIA (il cavaliere per esempio) o chi è stato condannato con sentenza in giudicato (Dell'Utri per esempio) o chi ancora è stato condannato in primo grado (Cuffàro per esempio) e comunque cogliere l'occasione per mandare a casa i vecchi tromboni della politica che si ripresentano sempre dopo essersi sottoposti a "lifting" politico. Diano spazio ai giovani (se ne hanno) e cambino un pò le loro regole di dialogo e di confronto con gli avversari politici. Con civiltà e intelligenza. Se ne sono capaci.

     

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