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domenica 6 gennaio 2008

lezioni di giornalismo


Anche questa domenica mi sono dedicato alla lettura dell'editoriale di Eugenio Scalfari, fondatore de la Repubblica nel lontano 14 gennaio 1976, che puntualmente, ogni settimana, ci illustra, con la consueta e dotta dissertazione giornalistica, i principali avvenimenti e i fatti degni di nota avvenuti nella settimana appena trascorsa. Il fatto principale che tocca nel suo editoriale ("La montagna di -monnezza- che sfiora la luna") è la vergognosa situazione della zona partenopea alle prese con la battaglia della munnezza, già mirabilmente trattata ieri, sempre sulle colonne del giornale romano, da Roberto Saviano. Non le manda certo a dire Scalfari nel suo commento: attacca le istituzioni napoletane e campane, toglie molti punti (di stima e di considerazione che aveva in loro precedentemente) a Rosa Russo Jervolino e ad Antonio Bassolino, indica chiaramente le ragioni di questo sfascio totale che va avanti da più di 15 anni , senza soluzione di continuità e senza possibilità di mettere la parola "fine" a questo scempio. Il secondo tema trattato è quello politico del sistema attuale di ingovernabilità, frutto delle solite e deprecabili lotte partitiche e di interessi personali, di veti incrociati e ricatti pre-elettorali, di voltafaccia e di tradimenti d'ideali, insomma della "monnezza" parlamentare (con pochissime eccezioni). Scalfari scrive che "...il Governo e il Parlamento sono legati a doppia catena con le conseguenze d'una debolezza congenita e di una lentezza decisionale esasperante. La stessa che ha tolto dignità e peso alla magistratura. La monnezza è di casa a Napoli, i fascicoli accumulati nei Tribunali civili e penali sono di casa in tutti i Palazzi di giustizia italiani. E' la loro (e la nostra) monnezza..." facendo così capire a noi lettori, a noi cittadini come ci siano tanti specchi riflessi nella nostra società che riverberano all'infinito tutta una serie di disfunzioni e di negligenze istituzionali, quasi impossibile da soluzionare. Nel suo lungo editoriale, il decano dei giornalisti (l'ultimo oramai dopo la morte di Enzo Biagi, come ha scritto giustamente il mio affezionato lettore, e amico, Mauro su questo blog) tratta anche delle proposte sulla riforma della legge elettorale, degli interventi di Veltroni, prima ancora di Franceschini, delle polemiche sul metodo da seguire, se preferire il "modello tedesco" o quello "francese", oppure il "mattarellum" o la "bozza Bianco" o una miscellanea di tutto ciò. Un vero ginepraio di pensieri e di proiezioni di numeri, di strategie partitiche e di sbarramenti indigesti alle piccole formazioni. In ultimo una stoccata anche alle recenti polemiche (innescate dalle dichiarazioni di Giuliano Ferrara) su una possibile "moratoria" della legge 194, quella sull'aborto, altro insidioso e scivoloso terreno sul quale, però, Scalfari riesce sempre (grazie alla sua maestrìa giornalistica ed intellettuale) a camminare e a venirne fuori con stile ed eleganza. Da ottimo maestro, quale egli è.

2 Commenti:

  • Alle domenica 6 gennaio 2008 16:57:00 GMT+1 , Anonymous Anonimo ha detto...

    La mia prima lettura è stato oggi proprio l'editoriale di Scalfari.Due i punti che mi hanno particolarmente colpito.Uno è la critica radicale a Bassolino e alla Iervolino sullo sfascio campano.Entrambi hanno grandi responsabilità.Secondo la sua assertazione su libertà e laicità,due concetti inscindibili in una vera democrazia.Mauro.

     
  • Alle domenica 6 gennaio 2008 17:25:00 GMT+1 , Blogger nomadus ha detto...

    A quanto pare, caro MAURO, abbiamo in comune anche le "prime letture" della domenica. A volte credo che chi ci legge si domanderà se noi due ci mettiamo d'accordo su quello da scrivere o da commentare. Invece no, posso testimoniare che i tuoi commenti mi arrivano sempre in forma anonima nella mia e-mail e poi io decido se pubblicarli. Quindi, nessun inciucio: solo una sana e consapevole voglia di confronto e di scambio di idee, opinioni e pensieri in libertà. Come è giusto che sia.

     

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