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venerdì 31 luglio 2009

se lo dice Obama ci credo


Piccolo quesito: nel caso voi ascoltaste una stessa frase detta da due persone, a chi credereste? La frase in questione è la seguente: "Ci sono segnali di ripresa". Le due persone che (in tempi diversi) l'hanno pronunciata sono Silvio Berlusconi e Barack Obama. Credo non ci siano molti dubbi o perplessità. La stragrande maggioranza dei lettori di questo blog opterebbe per il presidente degli Stati Uniti d'America che, quanto a credibilità e prestigio, non può nemmeno essere messo in competizione con il nostro seppur superdotato presidente del Consiglio. Obama non perde tempo (e non fa inutili battute come chi sappiamo) e spende la sua credibilità viaggiando per il Paese. E' stato a Raleigh nel North Carolina, Stato del Sud miracolosamente vinto dai democratici a novembre 2008. Nel suo comizio, il presidente Usa ha detto che ci sono i primi segnali della fine della recessione. «il mercato finanziario non è più in caduta libera e perdiamo posti di lavoro a metà del ritmo di sei mesi fa, quando mi sono insediato alla Casa Bianca», ha detto Obama. Un altro indicatore positivo, non citato espressamente dal presidente afro-americano, è l'aumento della compra vendita delle case. Una specie di miracolo. La crisi è cominciata proprio dal crollo del mercato immobiliare. Il pacchetto di sostegno all'economia deciso da Obama è di poco al di sotto di 1800 miliardi di dollari, ed è diviso in tre parti: «so che molte persone pensano che stiamo soltando sprecando soldi. ma voglio dirvi con esattezza dove vanno i vostri soldi, voglio che siate informati. Un terzo del pacchetto è per gli sgravi fiscali, un altro terzo per le emergenze con assegni di disoccupazione per 12 milioni di americani e un altro terzo è destinato agli investimenti a medio e lungo termine», ha concluso il Presidente americano. Non c'è che dire, chi non vorrebbe sentir parlare così il proprio capo del governo di un Paese in chiara difficoltà economica e sociale come ad esempio il nostro. Purtroppo noi non abbiamo un Obama. Dobbiamo accontentarci del Pifferaio di Arcore e delle sue barzellette e battute fuori luogo. Ma come si dice in questi casi, chi è causa del proprio male pianga se stesso.

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