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martedì 28 luglio 2009

la sciura Brambilla & la sua idea del Sud


Una qualità bisogna riconoscerla alla signora Michela Vittoria Brambilla: quella dell'ostinata cocciutaggine nel voler diventare ministro del Turismo. Un dicastero che era stato abolito in passato ma riesumato dal Cavaliere proprio per far contenta quella rossa di Calolziocorte che non gli dava più pace, tempestandolo di telefonate e di accorate richieste per potersi sedere sulla poltrona ministeriale. Alla fine è stata accontentata e adesso che si parla tanto di problema Mezzogiorno la rossa in autoreggenti ha fatto sentire la sua (autorevole?) voce. Da qualche giorno nel governo e nella maggioranza è esplosa la grana Sud. La crisi di sviluppo che da decenni attanaglia il Mezzogiorno, e che non accenna a fermarsi, non poteva risparmiare un esecutivo che peraltro, da quando ha giurato, non ha fatto altro che drenare soldi al meridione invece che iniettarli nell’esausta economia. Così nel PdL è montata la paura di un fantomatico partito paraleghista, formazione che dovrebbe pescare a piene mani nell’elettorato di destra. Tanto che negli ultimi tempi si assiste a una specie di gara, in cui ognuno dice la sua su come tirare fuori il meridione dalle secche. A questa insolita competizione partecipa convintamente anche la sciura Brambilla. In un'intervista a il Giornale (http://www.circolodellaliberta.it/Rassegna/ilgiornale11.pdf) il ministro del turismo ha sciorinato la sua idea vincente: il Mezzogiorno è una terra meravigliosa che non ha espresso ancora tutte le sue potenzialità e il mare e le spiagge rappresentano un giacimento inesauribile per creare ricchezza. La rossa che piace tanto a Rocco Siffredi poi entra nel dettaglio, illustrando i sei punti con i quali far uscire dall’empasse l’economia del Sud. Peccato però che il ministro, sebbene sia fresco di nomina, al rilancio del turismo italiano ci stia lavorando da più di un anno, ovvero dal maggio 2008, quando fu nominato a capo del dipartimento della presidenza del Consiglio poi elevato a grado di ministero. Ha quindi al suo attivo già due stagioni estive e dovrebbe essere quindi il momento dei primi bilanci. Se si mettono assieme i dati forniti da diverse fonti per l’attuale stagione turistica, il quadro che viene fuori è quello di un settore in piena crisi, in particolare nelle regioni meridionali, e con gli operatori esasperati per l’immobilismo governativo. Partiamo dai numeri forniti dal SIB (http://www.sindacatobalneari.it/), il sindacato che rappresenta gli stabilimenti balneari. Il presidente Riccardo Borgo parla di una flessione, di chi va in spiaggia per affittare ombrellone e sdraio, superiore al 30%. Con alcune regioni più penalizzate delle altre, fra cui principalmente la Campania. Una situazione difficile, che potrebbe essere mitigata se venisse trasformato in legge un protocollo del 2008 sui canoni demaniali firmato proprio dal ministro Brambilla. Ma finora nulla. Non se la passano meglio le agenzie di viaggio, alle prese con una riduzione dei ricavi attorno al 20% e delle prenotazioni di circa il 12%. Cinzia Renzi, presidente di Fiavet (http://www.fiavet.it/home.page?_VP_V_ID=33396871), l’associazione che rappresenta le agenzie in Italia, chiede politiche di sostegno mirate, «soprattutto sul fronte della protezione dei livelli occupazionali, dove non registriamo nessun intervento concreto». Altro tasto dolente gli alberghi. Qualche giorno fa Bernabò Bocca, presidente di Federalberghi (http://www.federalberghi.it/home.asp), ha presentato i dati, alquanto negativi, di quest’anno: nei primi sei mesi meno 6,7%, con una perdita potenziale che si aggira attorno al 15% del fatturato delle catene italiane. Un crollo che colpisce in particolare il Mezzogiorno. Secondo Trademark Italia (http://www.trademarkitalia.com/), a Napoli e a Bari nell’ultimo anno il tasso d’occupazione delle camere s’è attestato a livelli che superano di poco il 50%. Insomma, una stanza su due rimane libera. Anche in questo caso gli albergatori invocano l’aiuto di un governo desaparecido. L’estate nera del 2009 poi non è un caso isolato, ma va a bissare quella grigio scura dello scorso anno, quando l’industria turistica chiuse con un meno 6% e in alcune zone del Sud, tipo la Campania, addirittura con un meno 13%. Ma se in quel caso la Brambilla poteva appellarsi all’esigenza di un naturale rodaggio nel nuovo incarico, quest’anno non ci sono alibi. Soprattutto se poi propone il turismo come panacea di tutti i mali meridionali.

2 Commenti:

  • Alle martedì 28 luglio 2009 13:12:00 GMT+2 , Anonymous Anonimo ha detto...

    Ma perché la signora non torna a fare l'inviata per un programma mediaset nei locali delle zone balneari del mondo (locali anche strani)???
    Ah! Mentre c'è, perché non si copre e smette di mostrare le sue mutande al mondo come nella foto?

     
  • Alle martedì 28 luglio 2009 17:23:00 GMT+2 , Blogger nomadus ha detto...

    Caro commentatore anonimo, la tua domanda la dovresti girare al presidente del Consiglio. Ti posso dire, però' che mediaset aveva intenzione di scritturarla quest'anno per LUCIGNOLO. Poi la trasmissione non si è più fatta e la Brambilla fa il ministro. Per quanto riguarda le mutande, beh, quelle sono sempre state un segno di distinzione della sciura Brambilla. ognuno fa vedere la mercanzia che ha...Un caro saluto da Nomadus.

     

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