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sabato 14 febbraio 2009

questa è l'Italia che ci meritiamo


Anche la seconda settimana del secondo mese dell'anno se n'è andata. Detto ciò mi ritrovo assorto nei mei pensieri e nelle mie riflessioni in questo sabato freddo e ventoso, nemmeno troppo riscaldato dal calore dei preparativi della festa di San Valentino. Mi guardo intorno e vedo (e sento) sempre più sconcerto, preoccupazione, paura. Le cose non vanno affatto bene. Adesso anche il Pifferaio di Arcore incomincia ad essere preoccupato. Di cosa non si sa, visto e considerato che lui (e la sua famiglia) ancora ce la fa a mettere insieme il pranzo con la cena. Ma la cosa che più mi ha sconcertato nelle ultime ore è stato il quadro tratteggiato dal presidente della Corte dei Conti, Tullio Lazzaro, che nella sua "requisitoria" ha descritto un'Italia che francamente non immaginavo fosse così malridotta. Poca trasparenza, grande opacità, corruzione crescente che si traduce in primati mondiali, mancanza di controlli nella Pubblica Amministrazione, consulenze gonfiate, pirateria finanziaria. Leggendo la relazione del presidente Lazzaro sembra che il tempo si sia fermato. Tutti i vizi italiani sono ben sedimentati nei gangli della società civile, politica ed economica. Quasi nulla sembra cambiato da Tangentopoli. Certo, allora la corruzione era di sistema, oggi è più atomizzata, tocca gli individui. Oggi non si comprano i partiti o le correnti: si corrompono direttamente le persone, si comprano le vite e le carriere. Con una specifica aggravante: che nell'alta finanza hanno preso piede strumenti assai rischiosi e di dubbia legalità. Strumenti che una volta erano appannaggio di pochi avventurieri della comunità finanziaria, oggi sono diventati strumenti del sistema bancario. La "requisitoria", stranamente, trova l'assenso del ministro della giustizia Angelino Alfano solo perchè la Corte dei Conti ha detto che il Pm non deve essere l'angelo vendicatore. Ma c'è poco da consolarsi con l'ostilità berlusconiana alla magistratura se il quadro è davvero quello dipinto dal presidente Lazzaro e dal Procuratore della Corte. Anche perchè dalla Corte dei Conti emerge l'anomalia di sempre: il ruolo di supplente della magistratura. La relazione del presidente Lazzaro prende le mosse proprio dalla mancanza di trasparenza. "Dove manca la trasparenza si genera il cono d'ombra entro cui possono trovare spazio quei fatti di corruzione o di concussione che rendono poi indispensabile l'intervento del giudice penale". Lazzaro ha ricordato come l'intervento del giudice penale, "a sua volta, prima ancora del definitivo accertamento dei fatti, può avere anche l'effetto non voluto di generare un clima di sospetto con una nebbia mefitica che sembra tutto avvolgere, generando sfiducia da parte dei cittadini onesti". Secondo il presidente della Corte dei Conti "i controlli, interni ed esterni, sull'Amministrazione non sono pienamente adeguati: occorre allora potenziare e irrobustire i controlli, renderli effettivi nello svolgersi e concreti negli effetti". "Parlare di un Paese di corrotti e corruttori è un pò esagerato, ma la corruzione c'è ed è un dato di fatto che siamo agli ultimi posti nelle classifiche internazionali sulla lotta alla corruzione". La lotta alla corruzione, ha sottolineato Lazzaro, "si fa con il codice penale e con la Guardia di Finanza, ma soprattutto si fa con il controllo e ricordo che Tangentopoli esplose in Enti non sottoposti al controllo di questa Corte". Lazzaro ha messo il dito anche sui mali della finanza e sulle anomalie che hanno poi provocato il più grande crack finanziario degli ultimi 50 anni. "La Corte ha dovuto farsi carico anche del controllo in tema di contratti di finanza derivata: un fenomeno, quest'ultimo, di entità totale probabilmente non ancora del tutto definita e che può costituire un rischio finanziario enormemente grave per tutto il Paese". Orbene, non vorrei apparire per forza uno che ce l'ha sempre con il Pifferaio di Arcore, ma mi domando e dico: come mai, in questa occasione, il caimano non ha sentito la legittima e naturale pulsione di replicare allae pesanti parole del presidente della Corte dei Conti cercando di smentire (com'è suo solito) con le solite barzellette sui comunisti o con la solita tiritera che ce l'hanno sempre con lui? Per caso, questa volta, si è accorto (vivaddio) che la situazione è veramente grave come appare dalla "fotografia" scattata da Lazzaro? Sarò scettico al riguardo (lo sono spesso quando si parla di Lui) ma la stranezza del silenzio di Sua Emittenza non fa che avallare la sensazione che il destinatario della fotografia avesse il proprio domicilio in quel di Arcore (una copia è stata comunque inviata anche al suo ufficio di Palazzo Grazioli) e che in questo caso non ci possono essere gli estremi per rimandare indietro al mittente l'avviso. Caro Pifferaio, guardati per bene la fotografia. Questa è l'Italia che attualmente ci meritiamo. Ovviamente per colpa tua.

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