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lunedì 26 gennaio 2009

il momento giusto per andare via


Chissà quando verrà quel giorno in cui i miei occhi leggeranno su un qualsiasi sito on line (italiano o straniero, poco importa): "Lascio tutte le presidenze delle società che ho fondato. E lascio anche la guida del Paese. E pure il Milan!". Lo so, la mia è una pura e pia illusione. C'è addirittura chi dice che il cavaliere governerà ancora per 10 anni. E al solo pensiero mi vengono (in ordine alfabetico e di apparizione) i brividi, la pelle d'oca e la sudarella. E divento anche verde. Altro che l'itterizia del presidente! Ma detto tra noi: cosa ci vuole a capire, a un certo punto della vita, quale sia il momento giusto per ritirarsi, per staccare la spina, per alzare i tacchi ed andarsene? Settanta e più anni non sono gia di per sè sufficienti per incrinare il proprio ego, la propria cultura del ghe pense mi, l'odiosa supponenza dell'essere indispensabili al prossimo e alla Patria tutta? Purtroppo, quando si parla del Pifferaio di Arcore, tutte queste domande non troveranno mai la giusta e sensata risposta. Meno male che in Italia abbiamo almeno chi dà il buon esempio, come l'Ingegnere Carlo De Benedetti, che in una conferenza stampa a Milano ha detto: "Lascio tutte le presidenze delle società che ho fondato. Si tratta di una decisione serena, presa per assicurare la continuità, perché a fine anno compio 75 anni". De Benedetti ha quindi aggiunto di essere stato «danneggiato dalla politica», ricordando tre vicende che lo hanno coinvolto: la condanna per il crack del Banco Ambrosiano, «che mi ha tanto amareggiato», la vicenda Sme che «come noto mi è stata tolta per ragioni politiche» e «la Mondadori». (e guarda caso dietro due di questi tre avvenimenti c'è lo zampino del Pifferaio...). De Benedetti ha fatto sapere che manterrà la carica di presidente onorario del Gruppo l'Espresso, «con la responsabilità editoriale e la delega per la nomina dei direttori. Ho convocato questa conferenza stampa perché, pur se talvolta nelle critiche, i giornalisti mi hanno seguito nella mia lunga vita imprenditoriale e ho ritenuto che in funzione di questa attenzione fosse da parte mia una carineria dare a voi questo annuncio», ha osservato l'imprenditore. La decisione di De Benedetti giunge a meno di un mese dalla scomparsa di Carlo Caracciolo. Nel corso della conferenza stampa il Presidente del Gruppo Cir ha percorso le tappe della sua carriera e ha parlato a lungo dell’esperienza di Olivetti, definita «di successo, contrariamente a quanto si è scritto» e sull’editoria, «una delle due cose di cui sono più fiero, assieme alla coerenza del mio pensiero politico». Quanto agli assetti delle società delle quali fino ad oggi è stato il presidente, l'Ingegnere ha smentito le voci di addio alla Borsa per l'Espresso. «Non vedo la necessità in merito alla possibile uscita del titolo dal listino di Piazza Affari. Però su queste cose tecniche non posso essere sicuro». Auguro all'Ingegnere una serena e dorata vita da pensionato.

6 Commenti:

  • Alle lunedì 26 gennaio 2009 23:53:00 GMT+1 , Blogger rossaura ha detto...

    Ma dai..... davvero ci speri? Proverai brividi, pelle d'oca e sudarella e ugualmente non credo avremo la fortuna di vederlo lasciare qualsiasi sia il modo che sceglierà o che gli sarà imposto per lasciarci. Di una cosa però non riesco a farmene ragione com'è possibile che in una Italia entrata nel nuovo millennio possa esistere ancora un potere che evidentemente è originato da denaro e mezzi di comunicazione in grafo di minarne la democrazia e il diritto....
    Scoprirò un giorno di essere nata in un paese che non riconosco e che non vorrò più riconoscere.
    De Benedetti si ritira ed è la dimostrazione che è un uomo che non pensa di essere eterno e che dà priorità ad altre cose invece che al potere.
    Niente da aggiungere alle tue considerazioni.
    Buona notte Ross

     
  • Alle martedì 27 gennaio 2009 06:49:00 GMT+1 , Blogger nomadus ha detto...

    Cara la mia ROSS, sarò un irrimediabile sognatore ma la speranziella che qualcuno (o qualcosa) riesca a disarcionare il cavaliere c'è sempre. Anch'io, come te, non riesco a capacitarmi di come si possa usurpare il potere (nel ventunesimo secolo) con il danaro e con le papaerette sculettanti in tv che anestetizzano il cervello (e la voglia di libertà morale) degli italini berlusconizzati. Forse una soluzione ci sarebbe: abbattere i tralicci dei ripetitori delle televisioni mande in Cologno Monzese...Una buona giornata (con sbadiglio incorporato) da nomadus.

     
  • Alle martedì 27 gennaio 2009 07:07:00 GMT+1 , Anonymous Anonimo ha detto...

    Buongiorno carissimo.Mi intrometto per dire che sarà molto duro disarcionare il Cavaliere.La frammentazione a sinistra non aiuta.Ci vorrebbe la nascita di un forte partito unico della sinistra italiana che,almeno,possa rappresentare una valida alternativa all'attuale quadro politico italiano.I punti salienti di questo partito dovrebbero essere questione morale,lotta alle diseguaglianze sociali e laicità dello Stato.Ciao Mauro.

     
  • Alle martedì 27 gennaio 2009 12:50:00 GMT+1 , Blogger rossaura ha detto...

    Paperette sculettanti anestetizzanti.... hehehehe ma riescono a anestetizzare anche le donne? Tutte proprio tutte che sperano nella rivalsa? Mah... c'è veramente poco senso critico.
    Non considererei un tronista neanche se me lo lessassero, me loinfiocchettassero e me lo servissero con la maionese :-). Tanto si sa che noi veterocomuniste ad un certo punto se non mangiamo bambini, ci mangiamo i tronisti.
    Purtroppo penso che se c'è qualcosa che ce lo leva di torno è una cosa che nemmeno lui controlla e nemmeno il suo medico personale che a suon di trapianto lo sta trasformando in mostro bionico.
    Qualcosa d'altro?..... Temo di no, ma la crisi trasformerà questa società che pertanto non può mantenersi berlusconizzata... almeno a non rasentare l'idiozia.
    Però sempre si buonora.... beh non è che io mi alzo troppo più in la, ma non sono in grado di dedicarmi al pc...
    Buona giornata Ross

     
  • Alle martedì 27 gennaio 2009 14:27:00 GMT+1 , Blogger nomadus ha detto...

    Caro MAURO, il tuo ideale di Partito è anche il mio e di tanti altri non berlusconizzati che ancora sperano un giorno di vivere in un'Italia moralmente ineccepibile, senza diseguaglianze sociali, oltre che laica. Verrà quel giorno? Lo spero proprio!

     
  • Alle martedì 27 gennaio 2009 14:35:00 GMT+1 , Blogger nomadus ha detto...

    Cara ROSS, francamente non ti ci vedo nei panni della veterocomunista intenta a mangiarsi i tronisti adottati (anche a distanza) dalla coppia Costanzo-De Filippi. Ti vedrei più come sabotatrice dei tralicci televisivi di proprietà del caimano, in modo da vedere un giorno (chissà quando...) sullo schermo della tv la scritta "FINE DELLE TRASMISSIONI". Signore e Signori, BUONANOTTE.

     

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