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venerdì 6 giugno 2008

riflessioni sulla sicurezza (insicura)


Il problema della sicurezza, e il dibattito politico che ne consegue, ruota tutto attorno al reato di clandestinità, sull’immigrazione clandestina, sulla presenza dei ROM, sulla foglia di fico della integrazione (più invocata, più che sentita), sull’accompagnamento alle frontiere di chi, straniero, commette reati o, potenzialmente, può commetterli. E’ un terreno di discussione molto delicato, da non sottovalutare, da non ridurre a slogan o proclami. E’ sciocco fare semplificazioni. E’ da imbecilli pensare che un problema, che tutti gli Stati europei hanno, può essere risolto con gli appelli televisivi. Un dato di fatto è certo. In paesi del Nord, dove tutto sommato fino a qualche anno fa la vita procedeva tranquilla e fino a pochi decenni fa uno usciva senza tanto preoccuparsi di chiudere a chiave la porta (anzi in molti casi al momento di uscire infilava la chiave sotto lo zerbino), oggi in questi paesi, nelle città, il senso di insicurezza è diffuso, la gente ha paura, sono avvenuti episodi efferati, furti diffusi, episodi che hanno creato una tensione continua. In condomìni popolari sono entrate famiglie oneste ma che appartengono ad altre tradizioni, hanno altre abitudini. La gente si sente a disagio, non sa come rapportarsi con questi nuovi venuti, non sa come trattarli, quali siano le regole della convivenza, quelle che vanno bene per alcuni ma che non vanno bene per altri. Non è un caso che le posizioni più radicali vengano dal Nord, dal Veneto, dove peraltro nei fatti si è spesso realizzata, al di là delle affermazioni più o meno pittoresche, un’integrazione più larga di quanto non si possa pensare. Vengono dal Nord perché non c’era questa abitudine all’insicurezza, alla diffidenza, ad essere continuamente infastiditi, a dover mettere continuamente in discussione un equilibrio che la comunità civile bene o male aveva raggiunto, consolidato. C’è anche molta furberia da parte dei nuovi venuti. Si vede chiaramente che chi li distribuisce negli spazi cittadini ha una competenza ben precisa, ha studiato e possiede le tecniche di marketing, ha saputo istruire i venditori nelle elementari tecniche di vendita, gli ha insegnato all’inizio un approccio cordiale, ma gli anche insegnato che da noi la gente ha paura, non vuole la violenza e di fronte alla violenza o all’intimidazione si ritira. Se dei commercianti protestano sanno diventare aggressivi, sanno farsi temere, riaffermare il possesso del territorio in cui hanno deciso di operare. Non è un’esperienza gradevole. Quindi c’è un problema da affrontare. Come lo sta affrontando il ministro dell'Interno Roberto Maroni. Maroni è una persona indiscutibilmente intelligente, capace, determinata. E’ anche una persona umanamente matura. Da ministro dell’Interno, come è ovvio che sia, sta molto insistendo sulla sicurezza. E proprio perché è intelligente non può sottovalutare alcuni dati. Se per le strade ci sono così tanti venditori di borse, tutta questa merce dove viene prodotta? Come sono pagati quelli che vi lavorano, con che sicurezze sociali? Dove sono i depositi? Tutti quegli enormi flussi di denaro che vengono generati dalla vendita ambulante, dal traffico di droga, dalla prostituzione, dall’ estorsione, dall’ usura crea dei volumi di denaro enormi che non possono che passare dalle banche. E oggi nelle banche, dove tutto è informatizzato, volendolo, questi flussi di denaro possono essere monitorati e rivelati anche stando a Roma. Pochi mesi fa è successo un fatto di cui tutti i giornali hanno parlato. Gli americani hanno scoperto, e arrestato, una settantina di mafiosi, mentre noi, in Italia, la casa madre della mafia, su loro indicazione ne abbiamo arrestati poco meno di una decina. Sapete come gli americani hanno scoperto questi mafiosi? Semplice: analizzando i flussi finanziari. Ad ogni acquisto di un certo rilievo si ponevano il problema: da dove arrivano i soldi che hanno permesso questa operazione? Così facendo dall’ America hanno scoperto non solo i loro, ma anche i mafiosi italiani. Sinceramente mi auguro che Maroni abbia successo perché sento che lui interpreta l’esigenza della gente del Nord. Sui singoli provvedimenti, ovviamente, giustamente, ci sarà da discutere, si potranno migliorare, modificare. Lui farà le modifiche che dovrà fare. Del resto il governo ombra è già pronto a dare il suo contributo di positiva, generosa, morbida collaborazione. Resta il fatto però che una battaglia impegnativa rischia di essere un tumore affrontato con l’optalidon, se non si viene a capo della criminalità organizzata. La stessa, tra l’altro, che in molti casi tratta l’arrivo e la destinazione dei clandestini, che crea il terreno favorevole alla piccola e media criminalità. Se si vuole affrontare il cancro della criminalità organizzata bisogna fare come gli americani: lavorare sui flussi finanziari. Darà fastidio a molti, ma è l’unico modo per affrontare il problema della criminalità e dare sicurezza al Paese. La vera sicurezza.

4 Commenti:

  • Alle venerdì 6 giugno 2008 14:06:00 GMT+2 , Anonymous Anonimo ha detto...

    ?unica riserva che mi sento di dare è quella relativa all'articolo 18 dove si parla della permanenza nei centri che passa dai 30 gorni a 18 mesi.....mi sembra opportuno l'allontanamento immediato non permettergli di rimanere sul territorio italiano per un tempo così lungo!!!! Per il resto era necessario e giusto tornare ad un livello di rigore che era sparito da troppo tempo. Bravo il nuovo governo!!!!!!

     
  • Alle venerdì 6 giugno 2008 15:22:00 GMT+2 , Blogger nomadus ha detto...

    Caro anonimo commentatore, hai perfettamente ragione sul fatto che "era necessario e giusto tornare ad un livello di rigore che era sparito da troppo tempo". Concordo pienamente. Non si tratta di essere forcaioli o razzisti. E' solo una questione di ripristino della legalità e del rispetto delle leggi. L'Eldorado Italia non abita più qui. Spero vivamente che tutti lo abbiano capito.

     
  • Alle sabato 7 giugno 2008 12:28:00 GMT+2 , Anonymous Anonimo ha detto...

    Buongiorno,la sicurezza è un tema importante e va affrontato senza scrupoli.Ma rifiuto categoricamente ogni atteggiamento razzista e xenofobo.Non bisogna dimenticare che quattro regioni italiane sono in mano alla criminalità organizzata e che i più efferati delitti commessi nel Nord Italia sono stati commessi da italiani(Novi Ligure,Cogne,Erba etc).Naturalmente non minimizzo i delitti commessi dagli stranieri.Mauro

     
  • Alle sabato 7 giugno 2008 12:44:00 GMT+2 , Blogger nomadus ha detto...

    Qualsiasi delitto commesso (da uno straniero o da un italiano) va comunque severamente punito. Non esistono delinquenti di serie A o di serie B, men che meno bisogna fare delle classificazioni per razza o per colore dei rei. L'unica cosa incontrovertibile è la certezza della pena da applicare e da far scontare a chi commette qualsivoglia reato. Senza se e senza ma. Buon fine settimana, carissimo MAURO.

     

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