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martedì 3 giugno 2008

la telenovela (infinita) di Alitalia


Conti in rosso, cordate italiane, dichiarazioni pro e contro, manifestazioni, tavoli di trattativa, amministratori delegati che vanno e vengono. La telenovela Alitalia sta diventando ogni giorno di più lo specchio infangato del vecchio made in Italy; il fiore (appassito) all'occhiello dell'imprenditoria e dell'economia (disastrata) italiana. Ogni qualvolta si pronuncia la parola Alitalia sembra di profferire un verbo satanico, un sillabario da esorcista. Proprio oggi l'amministratore delegato di British Airways, Willie Walsh, si è scagliato contro il «sostegno finanziario» del governo italiano dato ad Alitalia. Per il numero uno della compagnia britannica «non è giusto» perchè altera la concorrenza e la Commissione Europea dovrebbe intervenire «in modo netto», prendendo «una posizione chiara contro questo intervento». In ballo c'è il prestito ponte da 300 milioni di euro diventati capitale netto e che comunque non hanno consentito finora all'Alitalia di scongiurare lo spettro della procedura fallimentare.
Il numero uno di British Airways, in un colloquio a margine dell'assemblea annuale dell'associazione delle compagnie aeree Iata a Istanbul, rileva anche che Alitalia «è in una situazione di difficoltà incredibile perchè la compagnia non ha più forza finanziaria». British Airways, per parte sua, non ha alcun interesse per la compagnia italiana e non ha valutato un progetto di acquisizione. «Io so che c'erano alcune compagnie interessate, come Air France-KLM, ma British non ha mai avuto alcun interesse, e ancor meno adesso. Alitalia non aggiungerebbe alcun valore strategico a British Airways».
Il numero uno della Iata, l'amministratore delegato e direttore generale Giovanni Bisignani (che è stato amministratore delegato di Alitalia dal 1989 al 1994) commentando le parole di Walsh, ricorda che sarà Bruxelles a giudicare se il prestito capitalizzato è da considerare o meno come sussidio non consentito. «Ma di sicuro noi siamo contrari ad ogni sussidio», dice Bisignani. L'Europa, aggiunge, «per il settore ha adottato una politica molto saggia: in una prima fase ha dato la possibilità di interventi degli Stati, e sono stati consentiti dei sussidi, ma poi ha detto basta». Così, aggiunge, in Europa ci sono solo «due casi anomali, quello di Olimpic e quello di Alitalia».
Anche per il numero uno dell'associazione mondiale delle compagnie aeree Bisignani c'è solo una parola per come sia stata portata a fallimento la trattativa con Air France-Klm e la parola è «follia». Alitalia - valuta - «non può farcela con un progetto stand alone». Ma le condizioni del mercato «sono rapidamente cambiate» ed in questo nuovo contesto, dice Bisignani, «non è facile trovare un acquirente, è difficile immaginare che un manager possa presentare un progetto di acquisizione di Alitalia al suo cda. Bisogna aspettare che passi questa crisi, solo dopo si può pensare di trovare una compagnia interessata». Altro che cordate...

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