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domenica 1 giugno 2008

il solito conflitto d'interessi







La decisione del Consiglio di Stato sulle frequenze da assegnare a Europa 7, quale che sia la sua portata (la conosceremo integralmente quando sarà stata depositata la motivazione) ripropone, all’attenzione dei cittadini e delle istituzioni, il solito ed evidente interesse personale di Silvio Berlusconi, quale azionista di maggioranza di Mediaset, con gli sviluppi della vicenda. C’è chi è arrivato a ipotizzare che il Governo possa trarsi dall’impaccio liquidando a Europa 7 un lauto indennizzo, ovvero pagando le sanzioni pecuniarie che l’Unione Europea potrebbe infliggere al nostro Paese per aver violato la normativa comunitaria, come è stato constatato dalla Corte di Giustizia dell’Unione. Ma se si arrivasse a simili rimedi, il conflitto di interesse si risolverebbe in un clamoroso abuso d’ufficio. In sostanza il patrimonio del premier sarebbe salvato con i soldi del contribuente. Non sarebbe di certo una marachella sulla quale si possa chiudere un occhio, come è avvenuto più volte in passato. Né potrebbe ritenersi che, astenendosi dal partecipare alle deliberazioni del Consiglio dei Ministri su questa materia, il premier riesca a farla franca, dal momento che il Consiglio è composto da suoi fedeli sodali. D’altra parte neppure risulta che questa formale cautela sia stata osservata in occasione del recente tentativo di provvedimento “salva Rete 4”. L’epilogo di una simile situazione, in uno stato di diritto, non potrebbe che essere l'impeachment. Il giuramento di fedeltà alle leggi e alla Costituzione, appena prestato nelle mani del Presidente della Repubblica, dovrebbe indurre Silvio Berlusconi a fare un passo indietro per evitare al Paese una crisi istituzionale. Ma credo che come al solito il nostro beneamato cavaliere non lo farà...

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