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sabato 15 marzo 2008

Perla Pavoncello, falsa precaria ma vera candidata


Non c'è bisogno di sottoporsi ad estenuanti provini televisivi per diventare "visibili" e invidiati protagonisti del piccolo schermo. Non c'è bisogno di rinchiudersi per 100 giorni in una "casa" spiata 24 ore al giorno per assurgere a ruolo di protagonisti della civiltà del tubo catodico. No, oggi basta dire di essere una precaria, avere 24 anni, un volto gradevole, una laurea quasi in tasca ed essere invitate da Maurizio Martinelli a partecipare a TG2 Punto di vista (approfittando però della presenza in studio di Silvio Berlusconi, altrimenti non funziona...) per porre le domande "giuste" al candidato premier dell'attuale campagna elettorale (http://it.youtube.com/watch?v=7CWSaZeUT1s&NR=1). E il gioco è fatto. Si finisce sulle prime pagine dei giornali; la tua foto estrapolata da Facebook o da YouTube è vista da tutti, il tuo nome diventa una garanzia per una candidatura al Comune di Roma. Magari potresti diventare anche sindaco. Questo è quanto è accaduto a Perla Pavoncello, 24enne romana spacciata per precaria (in realtà erede della dinastìa ebraica dei Pavoncello, imparentati con i Limentani e con i Piperno, facoltosi imprenditori nel campo dell'abbigliamento e delle concessionarie di auto) nella trasmissione del TG2 e protagonista del duetto d'avanspettacolo con Berlusconi l'altra sera in tv. Dove una pone la domanda (retorica) su come una coppia in procinto di sposarsi possa superare le difficoltà economiche figlie della precarietà lavorativa, e dove l'altro (abituato allo sketch e alla battuta da comico sfigato) se ne esce con l'indicazione della soluzione al problema offrendo in dote il proprio figliolo (peraltro impegnato con la Toffanin) milionario in euro. Grasse risate, occhiataccia suina alla Pavoncello ed anche per questa volta il cavaliere ingrifato ha lasciato il segno (seppur con seguito di polemiche e reprimende non solo dalla sinistra). La falsa precaria, però, ancora non sapeva cosa il destino le avesse riservato. Ed infatti, ieri sera, il fato (sotto le mentite spoglie di Gianni Alemanno, candidato sindaco di Roma del PdL) le ha offerto addirittura una candidatura prestigiosa nella corsa al Campidoglio, con benedizione berlusconiana inclusa. Cara Perla, non credo tu possa chiedere di più alla vita dopo questa improvvisa notorietà. Resta il fatto che se anche non riuscirai ad impalmare il rampollo di casa Berlusconi, potrai sempre gettare un'occhiata nelle fila del Partito Democratico, dove c'è un certo Colaninno, che proprio squattrinato non mi sembra...Buona fortuna.

4 Commenti:

  • Alle sabato 15 marzo 2008 12:09:00 GMT+1 , Anonymous Anonimo ha detto...

    Carissimo,trovo vergognosa questa ennesima finzione della destra italiana.Alla faccia dei veri precari e del disagio sociale autentico.Ecco perchè mi auguro,anche se ho dei dubbi,una sonora sconfitta delle armate berlusconiane il prossimo 13 aprile 2008.MAURO.

     
  • Alle sabato 15 marzo 2008 13:11:00 GMT+1 , Blogger nomadus ha detto...

    Il tuo augurio, caro MAURO, è anche il mio e credo di altri milioni di italiani. La politica-spettacolo del cavaliere e dei suoi circensi, i fenomeni da baraccone presenti all'interno del Popolo della Libertà ci danno la fotografia limpida e inoppugnabile del degrado morale, umano e cerebrale di questa schiera laida e vergognosa di personaggi da spazzare via con il voto del 13 e 14 aprile 2008.

     
  • Alle domenica 16 marzo 2008 10:33:00 GMT+1 , Anonymous Anonimo ha detto...

    BE"H

    Insomma.
    L'espressione "erede della dinastia ebraica" ha un brutto suono. Il cognome Pavoncello è da noi diffusissimo. Ce ne sono anche alcuni che non hanno una lira. A quali Pavoncello costei appartenga non lo so e non mi interessa. Ma questa idea che un cognome di ebrei significhi per forza soldi e parentado facoltoso suona malissimo alle mie orecchie. Sono secoli che ve lo diciamo, ci sono ebrei ricchi e ebrei poveri, ebrei intelligenti e ebrei scemi. E il mondo non gira attorno a noi. Basta un cognome di ebrei per farvi tirare fuori le dinastie, l'abbigliamento, le concessionarie, e i facoltosi. Eeeh... se bastasse un cognome di ebrei per essere ricchi, avrei già finito di pagare il mutuo....

     
  • Alle domenica 16 marzo 2008 11:37:00 GMT+1 , Blogger nomadus ha detto...

    Lungi da me l'intenzione di usare l'espressione "erede della dinastia ebraica" in senso negativo o addirittura dispregiativo, ci mancherebbe. Ho usato una semplice allocuzione per far intendere, a Lei anonimo lettore, e agli altri, che si stava parlando di una 24enne non propriamente indigente o frequentatrice della mensa della Caritas. Se Lei, anonimo lettore, avesse ravvisato un non so che di offensivo nel tenore del mio post, La pregherei vivamente di accettare le mie scuse.

     

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