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martedì 11 marzo 2008

Ciarrapico e l"imbottigliamento" del PdL







C'era proprio bisogno di una sana, dura e pura polemica nel panorama politico italiano alle prese con candidature (come le chiama opportunamente Dario Di Vico sulla prima pagina del Corriere della Sera di oggi) "a porte girevoli, con gente uscita e gente entrata per un soffio"; candidature per tutti i tipi e per tutte le stagioni, dalla soubrette all'operaio, passando per il "re" (decaduto) delle acque minerali. E infatti è stata proprio la candidatura nel Popolo della Libertà dell'imprenditore andreottiano Giuseppe Ciarrapico (già concessionario delle Terme di Bonifacio VIII nella cittadina laziale in cui si imbottiglia la rinomata Acqua di Fiuggi) la classica goccia che ha fatto traboccare il vaso. Mi si concederà questo facile gioco di parole per stemperare un pò il clima surriscaldato all'interno della compagine di centrodestra, dove molti esponenti di primo piano (da Gianfranco Fini a Umberto Bossi) hanno gridato allo scandalo e sono insorti dopo aver letto l'intervista rilasciata dal "Ciarra" ad Antonello Caporale de la Repubblica (http://www.repubblica.it/2008/03/sezioni/politica/verso-elezioni-9/ciarrapico-fascista/ciarrapico-fascista.html) nella quale confessava candidamente la sua predilizione per le camicie nere. Certo, bisogna riconoscere che la dichiarazione non è stata proprio ideale per aumentare i consensi elettorali degli indecisi, di quelli in pratica che ancora non avevano capito bene se il partito di Berlusconi veleggiava nel centrodestra o se proprio aveva puntato la barra verso la destra estrema. I pochi dubbi venivano spazzati via dal sorprendente (mica tanto in verità) outing di Ciarrapico, mentre all'interno del PdL si verificava un curioso "imbottigliamento" (tanto per rimanere in tema) di prese di posizioni, smentite, dichiarazioni ammorbidite e così via. Una sorta di Salerno-Reggio Calabria della parola nei giorni di Ferragosto. Intrappolati nell'ingorgo mediatico senza possibilità di fare marcia indietro (tanto cara a Paolo Bonaiuti quando esterna il cavaliere...), senza possibilità di ricomporre la frattura che si sta ripresentando (ma non è una novità) tra Fini e Berlusconi, con la conseguente ed inevitabile salita della pressione arteriosa di Gianni Letta, la storica ombra del cavaliere addetto alle mediazioni e alle suturazioni verbali di tutte le occasioni. In questo caso con annessa bevuta di acqua oligominerale.

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