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sabato 1 marzo 2008

il linguaggio (del corpo) del cavaliere


A volte le parole (dieci, cento, mille) usate per far capire un concetto, un programma o semplicemente per dar fiato alla bocca sono inutili, pleonastiche, non necessarie. Per far giungere un determinato messaggio a chi ci ascolta e a chi ci guarda è sufficiente il linguaggio del corpo, la mimica facciale, i movimenti delle mani e delle braccia. Un esercizio che ultimamente sta riscuotendo molto successo in Silvio Berlusconi che, forse logorato nelle corde vocali e appesantito foneticamente per la moltitudine di discorsi e di interventi pubblici, ha deciso di passare a miglior comunicazione (proprio lui, grande affabulatore e venditore di se stesso) e di utilizzare, durante la presentazione del programma del Popolo della Libertà, il linguaggio dei muti. Per spiegare ai giornalisti (e agli aficionados azzurri accorsi in massa ad ascoltare le sue linee programmatiche miracolistiche per il nuovo governo) che aveva giocato loro uno scherzetto sull'orario di convocazione della conferenza stampa, il cavaliere ha fatto il classico gesto "dell'ombrello" normalmente tradotto in romanesco in "pijatevela 'nder c..." e che ha fatto comparire sul suo volto liftato il classico beffardo ghigno del tipico filibustiere. Certo, non è nuovo a queste performance l'ex presidente del Consiglio, anzi. Anche in campo internazionale hanno potuto apprezzare le sue indubbie qualità artistiche di mimo (in particolare in Spagna, durante una riunione dei ministri degli Esteri europei) e sembra che l'abbiano anche chiamato (senza però dare molto risalto alla cosa) a leggere il telegiornale di Telecinco per i sordomuti. Ho capito così quale sarà il futuro di sua emittenza in caso di sconfitta alle prossime elezioni politiche del 13 e 14 aprile...

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