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venerdì 22 febbraio 2008

il buon senso di Colombo e la depressione di De Mita




Volevo continuare il discorso iniziato ieri con il post dedicato ai malumori di Ciriaco De Mita, dopo la decisione di Walter Veltroni di non ricandidare nelle prossime elezioni politiche l'ex presidente della vecchia DC. Posso immaginare l'umore e lo stato d'animo che in questo momento accompagnano il cittadino più importante della bella Nusco e dintorni. Comprendo l'amarezza e il senso di depressione che possono colpire il buon vecchio Ciriaco, uomo di potere che ha attraversato la storia della Repubblica Italiana e del Parlamento per oltre 40 anni e che ora si ritrova svuotato e abbandonato dal senso stesso del potere, dalla consuetudine dell'esser riverito e temuto, adulato e odiato, blandito ed esiliato. Non è facile, certamente, ritornare ad essere un cittadino comune, senza privilegi e senza scorte, senza poltrona e senza codazzo ossequioso, ma ad un certo punto della vita politica (soprattutto quando si è ottuagenari) bisogna anche prendere in considerazione qualche altra evenienza di comportamento e di sano riposo, pur rimanendo comunque (se lo si vuole) nell'ambito di quel mondo frequentato fino all'altro giorno. Una soluzione per non cadere in depressione la suggerisce il senatore a vita Emilio Colombo, in una bella intervista concessa a Paolo Conti e pubblicata stamani a pagina 13 sul Corriere della Sera. Il buon vecchio "notabile" dello scudocrociato di una volta consiglia al suo ex compagno di partito di trovarsi una bella occupazione non troppo impegnativa, come fece lui stesso nel 1996 quando l'allora capo della segreteria politica del Ppi Pierluigi Castagnetti non lo ricandidò, e cioè quella di diventare presidente di una qualche associazione o istituto filantropico (tipo il "Giuseppe Toniolo" ente fondatore dell'Università Cattolica) e dedicarsi così ad attività di consulenza politica od economica, sociale o religiosa che possa assorbire i pensieri di De Mita, in questo momento non propriamente da settimo cielo. Ho trovato congruo e condivisibile il suggerimento del senatore Colombo, che pur avendo 88 anni mi sembra ancora abbastanza lucido e reattivo per potersi permettere di dare consigli al più "giovane" De Mita, facendolo sentire, in questo modo, meno solo e meno abbandonato. Pur sapendo che intanto il tempo implacabilmente scorre...

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