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lunedì 18 febbraio 2008

il vergognoso attacco del cavaliere


Venerdì scorso ho assistito alla trasmissione di RaiUno Tv7, storico appuntamento televisivo attualmente condotto dal direttore del TG1 Gianni Riotta, che ospitava l'intervento di Silvio Berlusconi (già ampiamente presente in questo inizio di campagna elettorale: martedì a Porta a porta, mercoledì nel Tg1 delle 20). Mi aspettavo il solito excursus televisivo e demagogico usato in più occasioni dal cavaliere, sapevo che avrei assistito al solito teatrino berlusconiano, ascoltate le solite stucchevoli litanìe e giaculatorie vittimistiche di sua emittenza, ma questa volta ho fatto un grande balzo sulla poltrona quando ho sentito uscire dalla bocca di Berlusconi un vile e vergognoso attacco alla memoria e alla figura di Enzo Biagi. Era successo che ad una precisa sollecitazione di Riotta sul famoso "editto bulgaro" del 2002, Berlusconi tornasse a ribadire che ci fu "un uso criminoso della televisione pubblica" e che lui non voleva assolutamente allontanare Biagi, Santoro e Luttazzi, ma anzi (a proposito di Biagi) cercò di convincere il giornalista scomparso a rimanere, ma senza successo perchè lui (Biagi) voleva una liquidazione dalla Rai che era molto cospicua. Una menzogna e una vigliaccata che solo una persona meschina come Berlusconi poteva rendere alla memoria del grande scrittore e giornalista bolognese che ora si starà rivoltando nella tomba (vi segnalo in proposito anche un post di Antonio Di Pietro scritto sul suo blog, http://www.antoniodipietro.com/2008/02/post_40.html). Un uso criminoso (adesso è il caso di dirlo) del suo spazio in tv che Berlusconi ancora una volta ha usato per denigrare e infangare il nome di Biagi, alla cui morte non ha speso nemmeno una parola di umano dolore, non ha ritenuto di presenziare ai funerali e men che meno di riabilitarsi, almeno in parte, cercando di ricordare la figura del giornalista con qualche frase di circostanza che potesse far intravvedere un suo pentimento, tardivo, per le vergognose parole usate in Bulgaria. Niente di tutto ciò (e anche Riotta ha lasciato cadere la cosa), ma c'era da aspettarselo da uno come il cavaliere. Ma quello che mi ha fatto più indignare è stato il silenzio mediatico che ha accompagnato la trasmissione di RaiUno (per chi volesse rivederla, http://www.raiclicktv.it/raiclickpc/secure/streamHome.srv?id=29019&idCnt=70391&path=RaiClickWeb^Home, la frase vergognosa è al minuto 40 circa del video) ad eccezione di poche righe apparse sabato mattina sul sito di Repubblica.it, per il resto nessun'altra voce giornalistica ha osato andare contro il cavaliere. Logico lo sdegnato grido di dolore lanciato dalle sorelle Biagi (http://www.articolo21.info/notizia.php?id=6191) a tutela dell'onore e del buon nome del loro indimenticato padre. Tanto per cambiare, quando c'è di mezzo il cavaliere, un'altra pagina invereconda è stata sfogliata del personalissimo e immondo libro di Silvio Berlusconi.

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