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lunedì 24 dicembre 2007

criminalità, peste bubbonica del XXI secolo


La tragica notizia del ritrovamento, questa notte a Bassano del Grappa, del cadavere di Iole Tassitani, figlia di un notaio di Castelfranco Veneto scomparsa il 12 dicembre scorso, ha raggelato questa vigilia del Natale 2007, facendoci ripiombare in una sensazione di costante e inevitabile stato di paura. Erano trascorse un pò di settimane da quei giorni, cupi e orribili, seguiti all'uccisione a Roma di Giovanna Reggiani per mano del clandestino romeno Nicolae Romulus Mailat: ci si augurava che quel crescendo di stupri, rapine, furti in appartamenti con violenze e omicidi si fosse interrotto. Invece non è stato così. I delitti si sono susseguiti come se fossero grani di un interminabile rosario nelle mani delle forze dell'ordine, che cercano in tutti i modi (preventivi e repressivi) di arginare questa piaga sociale che sta infettando il ventunesimo secolo, peggio dei tempi della lebbra di manzoniana memoria. Proprio stamani, in un reportage della solita e brava Fiorenza Sarzanini, sul Corriere della Sera, ho letto i numeri, impressionanti, relativi al totale dei reati commessi in Italia in questo anno che si sta concludendo: 2.791.279. Una cifra che ci deve far riflettere, indicandoci la via più giusta e perseguibile per cercare di sradicare questa gramigna sociale così pericolosa e così letale. A volte mi chiedo (soprattutto quando ci sono eventi tragicamente impressionanti come le morti violente di donne e bambini, orrendamente seviziati e gettati come fossero spazzatura) se sia giusto pensare a una soluzione cruenta come (in extrema ratio) la pena capitale per determinati assassini; mi soffermo a valutare la contropartita che lo Stato impone, con le sue leggi che prevedono al massimo l'ergastolo, a chi si macchia di un orrendo delitto. Non basta (a mio modesto avviso) privarlo della libertà, non è sufficiente metterlo in galera e buttare la chiave, perchè tutto ciò ha un costo per la comunità, per i cittadini. Sembra quasi un premio dato al criminale, offrendogli un tetto, un vitto e un alloggio, seppur con le sbarre alle finestre. Lo so, a volte si ragiona sull'onda dell'emozione e della rabbia, scaturite dall'apprendere notizie come quella dell'omicidio di Iole Tassitani, ma la sopportazione e il livello di guardia della nostra capacità evangelica di "porgere l'altra guancia" è ormai tracimata. Non vogliamo una società giustizialista o forcaiola, ma vorremmo tanto trascorrere, ogni tanto, un Natale un pò più sereno. E tranquillo, per noi e per i nostri figli. Non chiediamo certo la luna.

2 Commenti:

  • Alle lunedì 24 dicembre 2007 15:08:00 GMT+1 , Anonymous Anonimo ha detto...

    Colgo l'occasione per farti di nuovo gli auguri.Questa mattina quando ho aperto il giornale,avevo voglia di richiuderlo,schifato dall'ultima di cronaca nera.Purtroppo la pena capitale,oltre a contraddire il pronunciamento ONU,aggiunge barbarie a barbarie.Ci vuole,secondo me,solo uno Stato degno di questo nome,che sia in grado di far applicare le sue sentenze,senza sconti di alcun genere.Questo anche a tutela di una vera democrazia.Mauro

     
  • Alle lunedì 24 dicembre 2007 16:26:00 GMT+1 , Blogger nomadus ha detto...

    Grazie di cuore per gli auguri, che ricambio a te e alla tua famiglia affinchè possiate trascorrere un sereno Natale e un felice 2008. A mente fredda, riconosco di aver un pochino "calcato" la mano nel mio post di oggi, ma come avevo scritto, la rabbia e la sensazione di impotenza a volte ci fanno superare determinati "limiti" umanamente comprensibili. Spero proprio che il 2008 ci porti uno STATO come si deve, che sappia garantire una VERA democrazia a tutti noi, con la certezza della pena per chi commette crimini efferati.

     

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