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venerdì 21 dicembre 2007

il vizietto segreto di Alberto


Ci voleva una grossa novità per ravvivare la fase di stanca che sta caratterizzando il delitto di Garlasco. La relazione degli investigatori informatici (consegnata al PM Rosa Muscio) sul computer Compaq di Alberto Stasi (l'unico indagato fino ad ora per il delitto di Chiara Poggi) ha dato una svolta all'indagine, consegnando il presumibile movente che sta alla base dell'omicidio. Sono state trovate, nella memoria del computer, 13 fotografie a carattere pedopornografico e 9 filmati hard dal tenore inequivocabile (la presenza di minori in pose sessuali esplicite). Come se non bastasse, la perizia ha svelato che il pc, la mattina del delitto, è stato acceso (ma senza interazione uomo-macchina) dalle ore 10.15 alle ore 12.30, invalidando così l'alibi fornito da Alberto. Ora, che la pornografia abbia invaso il nostro mondo relazionabile e privato, che chiunque navighi su Internet (a prescindere dai parental-control) possa imbattersi, consapevolmente, in filmati e foto pornografiche è pacifico e fuori discussione. Ma che un laureando bocconiano in economia possa uccidere (in quel modo) la sua fidanzata solo perchè scoperto nel suo "vizietto" personale, mi sembra un pochino forzato. Comprendo che gli investigatori, dopo più di quattro mesi di incessanti indagini, vogliano mettere la parola fine al giallo di Garlasco (che anche troppa visibilità mediatica ha avuto in questi mesi) ma la prudentia giurisprudenziale impone verifiche e inconfutabili prove che reggano in un processo in Corte d'Assise. Non credo possano bastare quattro o cinque foto hard depositate sul tavolo del Giudice per condannare un ragazzo, seppur "viziosetto"...

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