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venerdì 9 ottobre 2009

e se fosse davvero un delinquente?


Ieri sera ho seguito l'imperdibile puntata di Annozero dedicata alle verità nascoste (http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-4226b14e-9ecb-4a24-86c1-cb81c4ef5218.html?p=0) con l'ottima intervista di Sandro Ruotolo a Massimo Ciancimino che ha svelato, tra le altre cose, come la famosa storia del papello avesse dato l'incipit a tutta una serie di situazioni che il sottoscritto aveva già trattato sull'altro blog (http://l-antipatico.blogspot.com/2009/01/il-processo-invisibile.html) e che ha fatto capire, tra l'altro, come il grande amico (di vita e di mafia) dell'attuale presidente del Consiglio, ovvero il già condannato Marcello Dell'Utri, sia stato l'anello di congiunzione reale tra gli interessi tipicamente illeciti di Cosa Nostra e gli interessi non propriamente del settore edile nella Milano degli anni 70. Le conferme avute dal racconto di Ciancimino jr. (già di conoscenza della DIA e della Boccassini) hanno ancor più innervosito, per interposta persona che nella fattispecie era Mavalà Ghedini, il premier più perseguitato della Storia, quello che ha subìto più di duemila udienze (alle quali non ha quasi mai partecipato) in ragione dei 100 e più procedimenti giudiziari a suo carico, iniziati però (è bene ricordarlo) quando lui era un palazzinaro e la politica non sapeva nemmeno cosa fosse (se non per i racconti e le filastrocche che gli snocciolava al tempo Bettino Craxi). Politica che lo ha salvato dalla galera, e dal fallimento della Fininvest negli anni 90, con la formazione dal nulla di Forza Italia (grazie al frenetico lavorìo di Dell'Utri) e con la famosa discesa in campo nel gennaio 1994. Ieri sera Di Pietro ha ripetuto un paio di volte che Berlusconi è un delinquente: non è un'accusa, è un dato di fatto. Personalmente sono convinto che il Pifferaio di Arcore abbia commesso più delitti di natura finanziaria (con relative corruzioni) rispetto a quelli che rasentano l'odore di mafia: il solo fatto delle accertate frequentazioni (grazie al solito Dell'Utri e alla buonanima di Mangano) con boss mafiosi del calibro di Stefano Bontate, anche lui passato a miglior vita, non fanno che deporre a sfavore della limpidezza morale del presidente del Consiglio. Che poi si debba aspettare una sentenza definitiva per levare quel punto interrogativo che ho di proprosito messo nel titolo di questo mio post, beh mi sembra il minimo. Comunque, per chi volesse rinfrescarsi la memoria sul passato remoto e prossimo del premier, viene in ausilio un bel filmato tratto da YouTube (http://www.youtube.com/watch?v=FuEpyfYcCe8): come si dice, a pensar male si fa peccato ma quasi sempre ci si azzecca...

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