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giovedì 1 ottobre 2009

su gentile richiesta di Rossaura


Una mia carissima amica lettrice e commentatrice (Rossaura), tra l'altro ottima blogger (http://laltrametadelcielo.wordpress.com/), ha gradito il post di ieri dedicato alla Carfagna e mi chiede se ho notizie circa le case acquistate "dall'altro nanetto governativo". Arguendo si riferisca al ministro bonsai Renato Brunetta, sono andato a rispolverare un'inchiesta scritta da Marco Lillo (lo stesso dell'inchiesta sulla Carfagna) su L'espresso del 13 novembre 2008, in collaborazione con Emiliano Fittipaldi, che qui ripropongo (http://espresso.repubblica.it/dettaglio/che-furbetto-quel-brunetta/2049037//1). Come dire, il moralizzatore della Pubblica Amministrazione, il fustigatore dei fannulloni (e non), il rivelatore delle cospirazioni contro lo Stato ad opera dell'èlite di emme, è anche una sorta di furbettino del mattoncino (a leggere la lista delle sue proprietà immobiliari) da far invidia ai palazzinari storici dall'unità d'Italia ad oggi. Mi viene il sospetto che il ministro bonsai volesse emulare (e possibilmente superare) le indubbie doti di costruttore e cementificatore già evidenziate in passato dal Pifferaio di Arcore, perlomeno a titolo di possessore. L'invidia è proprio una brutta bestia.

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