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lunedì 31 agosto 2009

la nuova paladina della libertà di stampa


Ci mancava solo lei all'appello. Da quando è iniziata la guerra editoriale di Feltri contro Boffo tutti (o quasi) si sono sentiti in dovere-diritto di dire qualcosa al riguardo, sia su di un versante che sull'altro. Ma che scendesse in campo anche chi fino a ieri era più intenta a riscuotere parcelle a sei zeri dai suoi ricchi clienti dello spettacolo (http://www.corriere.it/cronache/09_marzo_21/super_divorzista_bernardini_sospesa_99744d4c-15ef-11de-aefc-00144f486ba6.shtml) e a presenziare nei salotti televisivi mi è sembrato francamente troppo. Capisco che Feltri debba ricaricare la sua mitragliatrice mediatica e continuare a far fuoco sul nemico antiberlusconiano, comprendo che l'accerchiamento di questi ultimi due giorni non gli sia stato granchè gradito ma di certo affidare una parte della controffensiva all'avvocato matrimonialista Annamaria Bernardini de Pace (http://rassegnastampa.formez.it/rassegnaStampaView2.php?id=170635) cercando di prendere due piccioni con una fava (difesa sua e del suo padrone) non mi sembra una delle soluzioni più praticabili. Che poi la matrimonialista dalla parcella d'oro, nel suo intervento, voglia dare lezioni di comportamento etico e professionale ai giornalisti non politicamente corretti mettendo a confronto la possibilità che uomini ricchissimi (come per esempio il premier) possano permettersi congiunzioni carnali da 2.000 euro a botta mentre il popolino non può aspirare a tanto (non sapendo forse la matrimonialista che esistono anche escort da 100 euro a botta) mi fa sorridere e sperare che il genero Raoul Bova non abbia letto l'articolo. Come spero che stavolta la Bernardini de Pace non abbia chiesto la parcella d'oro al povero Feltri.

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