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sabato 11 luglio 2009

la tregua è finita!


Ho cercato di rispettare l'invito del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano a proposito delle polemiche e degli attacchi al presidente del Consiglio attualmente in carica. Non so se ci sono riuscito in questi giorni di svolgimento del G8, ma lo sapete che per me è difficile far finta di niente quando si tratta del Pifferaio di Arcore. Comunque, da oggi la tregua è finita e mi sento libero dall'osservare ancora il precetto presidenziale. E allora me ne sono andato in giro per la Rete, sbirciando qua e là. E cosa ti trovo? Un altro pezzo di mondo che parla non troppo bene del Cavaliere. Un pezzo di mondo che altro non è che il continente australiano. Fin laggiù sono arrivati gli echi delle imprese di Silvio B. e delle sue topolone preferite. Infatti il giornalista Geoff Andrews afferma in un suo articolo (http://www.australia.to/index.php?option=com_content&view=article&id=11829:berlusconis-scandal-italys-tragedy-&catid=73:politics&Itemid=199)e senza mezzi termini che Silvio B. "ha corroso così tanto la vita pubblica dell'Italia che nemmeno le sue dimissioni comporterebbero un chiaro rinnovamento del Paese". Nel suo articolo Andrews coglie con precisione anche la natura del berlusconismo: "... il politico populista di maggior successo dei tempi moderni. Esercita da lungo tempo l'arte del fascino, scavalcando politici di professione e mirando dritto alla pancia piuttosto che al cervello dell'italiano medio. La sua abilità nel controllare i media e nel volgere anche le critiche a proprio vantaggio sono state due risorse inestimabili". Andrews si chiede poi se i recenti scandali sessuali possano portare alla fine di questo modello di dominio. Ma la risposta non arriva, perchè, spiega il giornalista, "il destino di Silvio Berlusconi sembra già diventato un fattore secondario. Piuttosto, la crisi di Berlusconi è diventata la tipica tragedia dell'Italia moderna". Come mai il giornalista collega la crisi politico-personale di Berlusconi all’Italia? Perchè "... ciò che gli eventi recenti rivelano con forza è come i valori di Silvio Berlusconi si siano radicati nella vita pubblica italiana". C’è stata, insomma, una berlusconizzazione dell’Italia. "Il tono sprezzante con cui Berlusconi ha risposto alle affermazioni avanzate da diverse donne (di essere state pagate per fare sesso, oppure di aver ricevuto offerte di lavoro nella sue emittenti televisive o candidature nel suo partito), rivela una mancanza di trasparenza nel sistema politico italiano e minaccia al contempo la libertà di stampa in un modo che sarebbe inaccettabile in qualsiasi altra democrazia occidentale. E' tipico del presidente del Consiglio ignorare i canali tradizionali della responsabilità democratica per rivolgersi invece a una sua rivista di gossip ("CHI"), dimostrando una sorta di onnipotenza personale. Per quanto tempo ancora la decrepita cultura politica italiana (e la sua corrotta classe dirigente) potranno continuare ad affondare?". L’articolo parla poi del G8 svoltosi a L’Aquila, affermando che "...Berlusconi sta danneggiando la reputazione dell'Italia". Andrews riporta anche le aspre critiche della Chiesa Cattolica: "L'Arcivescovo di Genova ha condannato apertamente quegli uomini ubriachi di un delirio di grandezza...". Infine, Andrews riporta l’assurdità degli attacchi di Berlusconi e dei suoi dipendenti alla stampa italiana e straniera: "Bondi ha definito la Repubblica una minaccia per la democrazia. Un'affermazione incredibile per descrivere il normale ruolo di un quotidiano in una società libera". Infine, uno sguardo al futuro. Per il giornalista australiano il dopo-Berlusconi appare incerto: "Berlusconi non rassegnerà facilmente le dimissioni. Se dovesse lasciare il potere volontariamente o come risultato di pressioni, perderebbe l'immunità parlamentare e potrebbe essere inquisito. Non c'è un chiaro successore all'interno del suo partito che possa vantare un ampio consenso. Tuttavia l'opposizione rimane molto debole. Non ci sono prospettive di una necessaria riforma del sistema costituzionale italiano e, finora, non c'è stato un segno di un'ondata popolare per il cambiamento. Attualmente l'unico beneficiario politico dei problemi di Berlusconi è stata la xenofoba Lega Nord che ha ottenuto un buon risultato alle ultime elezioni europee. Ma la Lega può sempre rivelarsi un alleato scomodo, come nel dicembre 1994 quando fece cadere il primo governo Berlusconi. La fine del regno di Silvio Berlusconi, ammesso che stia per arrivare, potrebbe essere lunga e dolorosa. E potrebbe lasciare desolate le prospettive di lungo termine dell'Italia. Una vera e propria tragedia". Ecco, ora ditemi se dopo aver letto l'estratto da questo lungo articolo di Geoff Andrews qualcuno (non dico direttamente il Pifferaio ma anche chi gli ronza deferente attorno) potrà mai tacciare il giornalista di eversione politica e mediatica, di antiberlusconismo e di altre nequizie di questo genere. Non credo che sia un clone o un parente dell'onorevole Di Pietro. Almeno così non risulta all'anagrafe australiana...

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