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martedì 7 luglio 2009

se anche la Chiesa purga il Cavaliere...


Sono veramente tempi cupi per Silvio B. se anche la voce d'oltreTevere si fa sentire ogni giorno più forte e più censoria nei riguardi delle sue modalità di vita, non propriamente previste dai 10 comandamenti. Uno di essi contempla il non desidare la donna d'altri, ma a quanto pare da questo orecchio il Cavaliere non ci vuole sentire (e credo che non ci abbia mai sentito nemmeno in passato, chiedere a Veronica per conferme), visto e considerato che la lista delle donne intimamente abbordate nel suo harem di Palazzo Grazioli sta diventando ogni giorno che passa una sorta di classifica della topa. A questo punto come dobbiamo interpretare la bacchettata di ieri del segretario della Conferenza Episcopale Italiana (certo, probabile che Silvio B. abbia male interpretato il termine episcopale...), monsignor Mariano Crociata (nomina sunt omina) a proposito di certi atteggiamenti libertini di qualcuno non espressamente nominato ma certamente individuabile (http://www.repubblica.it/2009/07/sezioni/politica/berlusconi-divorzio-12/berlusconi-divorzio-12/berlusconi-divorzio-12.html? Non vedo, al momento, grossi margini di manovra per il Cavaliere. E' invero una sorta di assedio alla sua roccaforte morale e personale (dato per scontato che di morale ancora ne abbia da difendere) che ne stanno indebolendo sistematicamente l'aureola di statista e di uomo rappresentativo di uno dei Paesi che si onora d'essere considerato tra i più grandi della Terra, facente parte degli 8 Paesi più influenti e potenti del pianeta. Ho l'impressione che il Cavaliere in questi ultimi giorni stia dormendo ancora meno di quanto tempo fa andava magnificando (diceva che dormiva tre ore per notte, le altre tre le dedicava alla topa) e che i suoi pensieri siano turbati da eventuali scomuniche sia dalla Chiesa che dai suoi aficionados: un pò tutti si stanno stancando di questo modo di vivere e di pensare (e di agire) di un uomo ultrasettantenne che, come tutti i comuni mortali, dovrebbe ben pensare a una serena e ricca vecchiaia e che invece continua a coltivare unicamente la sua antica, vera passione di tutta una vita. La gnocca.

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