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domenica 1 marzo 2009

Monsieur le Gaffeur


Provate a digitare sulla stringa di ricerca di Google "gaffe Berlusconi" e troverete 285.000 risultati. Non male, credo, per un presidente del Consiglio di una grande (presunta) potenza mondiale come l'Italia. Non male per uno che aveva cominciato come chansonnier sulle navi da crociera accompagnato al pianoforte dal fido Fedele Confalonieri. Le gaffes di Berlusconi sono innumerevoli e quella sulla signora Bruni Sarkozy è solo l'ultima di una lunga serie. Celeberrimo, nell'ottobre del 2002, lo strafalcione berlusconiano «I'll tell you later» con cui calmò un attonito primo ministro danese dopo averlo definito «più bello di Cacciari, lo presenterò a mia moglie Veronica». Oppure quando, nel settembre del 2003, andò a Wall Street lodando l'Italia: «Non ci sono più comunisti ma in compenso ci sono le segretarie più belle del mondo, con cui si può lavorare in letizia». Due anni dopo però innescò una crisi diplomatica con la Finlandia. Silvio fa il playboy con la presidente Tarja Halonen dichiarando di aver usato con lei tutto il suo charme di macho italiano. E alle proteste di Helsinki rispose sventolando una foto della Halonen: «Ma vi pare che mi metta a far la corte a una così?». Forse no. Perché la sua vera passione è Mara Carfagna. Il 29 aprile 2006 presentò così la neoeletta ai suoi deputati in Transatlantico: «Cara Mara, sono costretto a ricordarti una regola che vige nel gruppo di Forza Italia, lo jus primae noctis...». Con la stessa Carfagna si ripete con un «se non fossi già sposato me la sposerei», come ammette nel gennaio 2007 alla cerimonia dei Telegatti. Identico suggerimento, del resto, lo dà in campagna elettorale nel 2008 a una bella precaria: per risolvere i tuoi problemi, dice il Pifferaio di Arcore, trovati un milionario da sposare, magari mio figlio Piersilvio. Per le signore già sposate invece ci sono altre missioni: «Signore, tra le mura domestiche le padrone siete voi, nel vostro dominio noi uomini diventiamo sudditi. Dunque ho un compito per voi il giorno delle elezioni: cucinate! Dolci e cose prelibate. Portatele ai seggi». Vince così ma le gaffes continuano. Il 16 aprile nervi tesi con la Spagna. «Zapatero ha formato un governo troppo rosa», commenta il premier italiano, «è qualcosa che noi non possiamo fare perché non è facile trovare donne qualificate. Zapatero avrà problemi nel gestirle». Lui no. Il 13 maggio le tv colgono un suo bigliettino alle neodeputate De Girolamo e Giammanco, autorizzate a lasciare l'aula in caso di «inviti galanti». Seguono gaffes degli ultimi tempi, dall'Obama «bello e abbronzato» fino ai desaparecidos argentini che «giocavano a pallone fuori dagli aerei». Ma poi il premier ricade nei vecchi lapsus: Gli stupri? «Possono sempre succedere...In Italia dovremmo avere tanti soldati quante belle ragazze, non ci riusciremo mai». Vive Monsieur le Gaffeur!

4 Commenti:

  • Alle domenica 1 marzo 2009 17:24:00 GMT+1 , Blogger rossaura ha detto...

    La cosa tristissima e che aggiungiamo alle gaffe anche tutti i suoi discorsi seri e mal interpretati, formiamo di lui un quadro che neanche uno stato bananiero potrebbe accettare un uomo così al suo governo.
    Eppure noi (beh piano, non proprio tutti) lo osanniamo, lo amiamo perfino ridiamo del suo orribile spirito di parate. Ma che ha questa Italia per essere ridotta in questo modo. Dov'è finita l'Italia del Padri della Patria, quella degli scrittori, degli artisti più importanti, dei geni, dei musicisti, di un popolo sfruttato e avvilito ma che ha sempre avuto la forza di ribellarsi o almeno di resistere?
    Passo le giornate a darmi spiegazioni, ma non ci sono spiegazioni sufficienti, per giustificare una caduta così verso il basso.
    Un saluto depresso e senza sorrisi
    Ross

     
  • Alle domenica 1 marzo 2009 18:54:00 GMT+1 , Blogger nomadus ha detto...

    Anch'io come te rimpaingo quell'Italia che non c'è più, che si è fermata alla morte di Berlinguer, in quel pomeriggio dell'11 giugno 1984 a Padova. Un'Italia che nessuno più ci restituirà e di cui non potremo che avere solo il rimpianto e il ricordo. Magari da tramandare a qualcuno che ci seguirà e che non ha potuto viverla (e goderne) in diretta come abbiamo fatto noi, cara ROSSAURA. Un nostalgico saluto da nomadus.

     
  • Alle lunedì 2 marzo 2009 13:23:00 GMT+1 , Anonymous Anonimo ha detto...

    Buongiorno,carissimo.Non voglio essere monotono,ma sono assolutamente d'accordo con te che la morte di Berlinguer è stato un duro colpo per la sinistra italiana.Degni successori non ne vedo all'orizzonte.Ciao Mauro

     
  • Alle lunedì 2 marzo 2009 20:45:00 GMT+1 , Blogger nomadus ha detto...

    Non sei affatto monotono, mio caro MAURO, anzi! Come dicevano gli antichi romani? REPETITA IUVANT. Forse a forza di ripeterlo e di ricordarlo qualche cervello italiano riuscirà ad uscire dalla nefasta zona d'ombra berlusconiana. Almeno spero. Un caro saluto.

     

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