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lunedì 9 marzo 2009

la social card fantasma & i berlusconizzati


Non preoccupatevi, cari lettori: non voglio tornare a farvi una filippica sulla social card fortemente dal duo B & T e miseramente naufraugata nel desìo di migliaia di pensionati che sono rimasti letteralmente a bocca asciutta. E più incazzati di prima. No, questa volta voglio parlarvi di un botta e risposta che ho avuto ieri sul forum di OKNOtizie (stranota community di bloggers dove si votano i post in base al gradimento e al tenore di quanto scritto). Il fatto è questo. Ieri mattina pubblico su questo blog il post dal titolo "il grande simulatore" e lo invio anche a OKNOtizie. Non so come, non so perchè ma per ben tre ore di seguito il mio pezzo rimane nella prima pagina delle notizie. Riceve più di 100 voti, più di 1.000 ingressi registrati da ShinyStat tra le ore 10,00 (nel momento in cui è stato pubblicato su OK) e le ore 14,00 e 38 commenti nella community. Ed ecco il punto: tra i commentatori di OK ce n'è stato uno (davvero maleducato nella parte finale) che mi ha letteralmente massacrato con i suoi stornelli berlusconiani dedicati alla social card e alla grande opera meritoria voluta dai compagni di merende B & T. Ecco un estratto integrale di un suo commento sul tema della social card da me toccato nella discussione sul forum: "Ormai la lista dei "no" dei comunisti è diventata impressionante e perfino ridicola nella sua monotona cadenza. Dai tanti "no" di questa divertente collezione ne scelgo solo due che mi sembra abbastanza rappresentativi: il no alla social card e quello all'innalzamento dell'età pensionabile. Per la social card ripeto ciò che ho scritto altre volte. Questa carta prevede 40 euro mensili in denaro contante e uno sconto del 10% sugli alimenti nei centri convenzionati. Fanno, ad occhio e croce, altri 20 euro per una spesa mensile di 200 euro ( ho messo il minimo...). A queste agevolazioni vanno aggiunte quelle di molti Comuni che si stanno attrezzando per caricare sulla carta un bonus supplementare di 20-25 euro ed il costo di un abbonamento mensile filoviario di 25 euro ( presunti). Totale ( per difetto !):100 euro mensili, non malissimo per un pensionato a 5-600 euro al mese. Orbene, non sono stati i comunisti capaci di convincere qualche pensionato, frastornato dalla campagna diffamatoria di questi gentiluomini, a rinunziare sdegnosamente (sic !!!) a questi 100 euro ? Meno male che molti altri pensionati si sono ricreduti e si sono precipitati a richiedere la card, altrimenti sarebbe stato proprio un bel servizio ... Per l'altro no, proprio l'altro giorno la UE ci ha chiesto di innalzare l'età pensionabile per uomini e donne. Naturalmente c'è stato subito il fulmineo no dei sinistri per i quali la UE è buona solo quando ci avverte che stiamo sfondando il 3% del rapporto deficit/pil ma non lo è quando dobbiamo stare alle direttive riguardanti l'età pensionabile. Tanto è vero che in altro post dicevo (non troppo scherzosamente) : "Ed ora che facciamo ? Ci mandiamo Epifani a dire no ? " !!! Ormai Epifani è diventato il "NO-men" della situazione, il contrario di "YES-men" di JIM CARREY ( sapete, quell'attore che fa le smorfie..). Che il suo sindacato ( di Epifani non di Jim Carrey ...) facesse solo politica è notorio ma che arrivasse al ridicolo non era previsto !!! scritto da aldo30 il 08 mar 09, 13:05:12. Tralascio, per non tediare il lettore, il mio botta e risposta con questo fantomatico Aldo30; quello che volevo sottolineare era l'acrimonia pseudo politica usata in quantità industriale dal tizio, chiaramente censurato dagli altri utenti di OKNOtizie (che infatti l'hanno subissato di NO ogni qualvolta esprimeva un suo farneticante commento) e che alla fine mi ha indotto a tornarci su per spiegare, se i lettori avranno la pazienza di seguirmi in questo mio post, come stanno in realtà le cose circa la social card. Come si ricorderà, lo scorso autunno il duo formato dal Gatto & la Volpe aveva strombazzato ai quattro venti la ricettina (nient’altro che una pezzetta calda, sia chiaro, ma meglio di niente…) per cercare di arrestare il progressivo impoverimento di larghi strati della popolazione italiana. Come? Ma con la famigerata social card. Ben 40 (quaranta) euro al mese per i piu’ poveri tra i poveri. Ma come è andata a finire? E’ andata a finire che 200mila persone attendono ancora di veder caricata la propria carta acquisti con i 120 euro dei mesi di ottobre, novembre e dicembre. Inoltre, sarebbero tanti anche coloro che hanno chiesto e ottenuto la social card a partire dal 1° gennaio 2009 e ai quali il Governo aveva garantito pubblicamente il riconoscimento degli arretrati. «Ma ad oggi - denunciano le Acli - nessuno ha ottenuto i 120 euro, e della proroga promessa non v’è traccia». Il Governo del Pifferaio di Arcore aveva fissato una prima scadenza al 31 dicembre 2008 per concedere, a chi avesse presentato la domanda entro quella data, la ricarica retroattiva dei mesi di ottobre, novembre e dicembre: 40 euro al mese, 120 euro in tutto. Di fronte al ritardo con cui era partita la macchina organizzativa (oggettivamente piu’ lenta e complicata di uno spot televisivo) e alla complessità oggettiva delle operazioni, le Acli avevano chiesto di spostare la scadenza al 28 febbraio. Il Governo aveva accolto la richiesta annunciando più volte pubblicamente la predisposizione di un decreto per la concessione di 2 mesi di proroga. Ma «la data del 28 febbraio è passata è il decreto non c’è stato - spiegano le Acli - e i 120 euro promessi non sono stati mai caricati sulle carte di circa 200mila persone che restano senza soldi e senza risposte». Che fine ha fatto il decreto? E ancora: sempre il Governo del Pifferaio aveva ipotizzato inizialmente una platea di beneficiari della social card pari a 1 milione e 300mila cittadini. E aveva stabilito per questo (adottando un condivisibile criterio selettivo, riconoscono le Acli) una serie rigorosa di requisiti tra cui le due principali: reddito Isee inferiore ai 6000 euro e l'età del richiedente. Ma le carte acquisti finora distribuite sono state tuttavia solo 560mila, meno della metà del previsto. E i dati a disposizione del Caf delle Acli dimostrano che il 40% di coloro che avrebbero diritto alla carta, secondo il requisito del reddito, ne rimangono esclusi per via dell’età (hanno meno di 65 anni). La proposta avanzata dal presidente delle Acli, Andrea Olivero è di abolire i requisiti anagrafici per l’accesso alla social card, perchè si può essere poveri a 60 anni così come a 65, con figli di 3 anni piuttosto che di 5. Il requisito dell’età è quello meno comprensibile e giustificabile. Anche io sono d'accordo. Abolendolo si rimmarrebbe comunque entro le previsioni di spesa ipotizzate dal Governo del Pifferaio. La risposta del Governo per ora non è pervenuta. Bisogna però ricordare che quando si trattava di fare un Lodo Alfano per salvare il caimano dalla galera o un decreto salva Rete4 per tutelare gli interessi economico-propagandistici del padrone (sempre del Pifferaio si tratta), Parlamento e Consiglio dei Ministri facevano le notti in bianco e in 2 o 3 giorni risolvevano il tutto: Viceversa, quando ad essere in gioco sono le misere vite di centinaia di migliaia di poveri e anonimi pensionati, questi signoroni ricchi e bugiardi se ne strafottono! Come mai questo strano modo di comportarsi? A porsi questa inquietante domanda sono le Acli e tutti i poveri pensionati poveri e ingannati (e fortunatamente non berlusconizzati). Mentre, credo, il famoso tizio di OKNOtizie (Aldo30) nemmeno ci pensa a porsi un interrogativo del genere. Anche perchè verrebbe immediatamente radiato dall'albo dei berlusconizzati. Sai che bella figura...

3 Commenti:

  • Alle martedì 10 marzo 2009 07:07:00 GMT+1 , Anonymous Anonimo ha detto...

    Carissimo nomadus continua cosi.Hai tutta la mia solidarietà.Alla faccia di coloro che sono cloroformizzati dal berlusconismo.MAURO.

     
  • Alle martedì 10 marzo 2009 20:13:00 GMT+1 , Blogger nomadus ha detto...

    Grazie caro MAURO. Le tue parole e i tuoi incoraggiamenti sono il sale quotidiano per dare più sapore alle idee e alle speranze. Le nostre. Alla faccia dei berlusconizzati. Un caro saluto.

     
  • Alle mercoledì 11 marzo 2009 18:44:00 GMT+1 , Anonymous Anonimo ha detto...

    Carissimo,casualmente,mi è capitato di vedere uno spezzone del film sulla morte di Enrico Berlinguer.Ho provato un forte senso di commozione e di nostalgia.Indubbiamente i tempi sono cambiati,ma l'emozione è stata fortissima.Chissà se,fra qualche anno,quei valori potranno affermarsi nel nostro Paese e non solo.I valori della democrazia e del socialismo uniti in un nesso indissolubile.Forse sto sognando l'utopia.L'egoismo del genere umano è sempre in agguato.Comunque un pensiero affettuoso al Grande Enrico.MAURO.

     

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