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domenica 4 gennaio 2009

le eredità immaginarie


Mi sono sempre chiesto cosa avrei mai potuto provare se un giorno una lettera di un notaio mi avesse annunciato che ero stato nominato unico erede di un lontano zio, magari emigrato (guarda caso) in America e che lasciava proprio a me una bella casetta con annesso polveroso garage. Sicuramente avrei creduto più ad uno scherzo di qualche amico buontempone che non alla realtà dei fatti. Ma se davvero il destino avesse deciso per me una situazione testè prospettata, beh, non avrei dubbi. Sarei saltato per aria dalla felicità proprio come un tappo di una bottiglia di spumante, debitamente agitata. Ma siamo (ahimè) solo nel campo delle mere ipotesi e dei languidi sogni: purtroppo (per me, non so per voi) nulla di tutto ciò è mai avvenuto finora nella mia esistenza. Di parenti, seppur alla lontana, che mi abbiano lasciato qualcosa neppure l'ombra. Figuriamoci di casette e garage. Ma comunque, a parte le mie eredità immaginarie, provate a pensare di perdere un caro vecchio zio, un signore un po’ eccentrico di cui avevate notizie ogni tanto, un medico militare non povero ma tutt’altro che ricco, e di andare a dare un’occhiata alla casa (una cascina, più che una villa) dopo che lui è dipartito. Girate per le stanze, trovate tutto un po’ trasandato e scombinato, proprio come vi aspettavate. Qualche sospiro, ricordi d’infanzia. Nulla di eccezionale. Per ultimo aprite un garage che, visto da fuori, sembra più un fienile o una capanno degli attrezzi. All’improvviso vi trovate di fronte a una Bugatti del 1937, una Aston Martin e una Jaguar: tutte macchine che dimostrano la loro veneranda età, non roba da girare la chiave e partire, ma insomma in ottimo stato viste le circostanze. Anche se non vi intendete di auto d’epoca, capite subito che dopo un buon restauro da quelle auto potrete ricavare un bel gruzzolo. Ma le sorprese non sono finite, perché dopo aver consultato degli esperti, venite a sapere che la Bugatti è di un modello che è stato costruito in soli 17 esemplari, e viene stimata 3 milioni di euro. Forse anche 3 e mezzo. Come minimo vi prende un mezzo coccolone! Ecco, questo è esattamente quello che è successo ai parenti del dottor Harold Carr, un ex chirurgo della British Army residente in quel di Newcastle (Inghilterra del nord). La morte è avvenuta qualche mese fa, e anche la scoperta del suo tesoretto in garage risale ad allora, mentre la vendita della Bugatti è fissata tra poco più di un mese a Parigi, nella casa d’aste Bonhams. L’auto è una 57S Atalante e ha pure una storia, magari non proprio eclatante (non è che fosse la macchina di Winston Churchill o dell’attrice Vivien Leigh) ma è comunque una storia degna di nota. Il suo primo proprietario risulta un conte Howe che fu pure il primo presidente del British Racing Drivers’ Club. Il nobiluomo guidò la prestigiosa Bugatti per otto anni, poi la mise in vendita come niente fosse per passare a un nuovo giocattolo. Ci furono un paio di cambi di proprietà plebei, poi la macchina tornò in mano a un aristocratico, un Lord Ridley da cui il dottor Carr, allora giovane e non privo di mezzi, la acquistò nel 1955. Anche Harold Carr non guidò la Bugatti troppo a lungo: solo cinque anni, poi, per cause non appurate (la macchina non ce la faceva più? oppure il suo proprietario voleva preservarla in quanto cimelio?) la parcheggiò in garage una volta per tutte. Negli anni successivi altre due belle auto si sono affiancate alla Bugatti nel ricovero, e anche di quelle nessuno sapeva niente. Fino alla scoperta prodigiosa. Per essere più precisi: della Bugatti 57S Atalante sistemata in quel di Newcastle non sapeva niente la gente comune, e non sapevano niente nemmeno i parenti del dottor Carr. Ma fra gli esperti del settore c’era chi sapeva e teneva gli occhi puntati sul possibile affare, pur cercando di parlarne in giro il meno possibile per non fornire informazioni utili alla concorrenza. La macchina si presenta non certo in ottimo stato: i vetri sono quasi del tutto opachi, la carrozzeria ha perso smalto ma la livrea blu si ammira ancora e i pneumatici mostrano delle buone scanalature, ma certo non saranno a norma nel 2009. C’è ruggine dappertutto e qualunque meccanico alzasse il cofano e desse un’occhiata al motore vivrebbe un breve ma intenso momento di sconforto. Però questa signora di 72 anni non è poi così male, le serve solo un buon lifting a cura di mani esperte. Le Bugatti 57S Atalante pur se costruite in appena 17 esemplari non sono andate perdute, nella maggior parte dei casi. Non erano roba che si buttasse via. Quattro sono conservate nel Musée Nationale de l’Automobile di Mulhouse, in Francia, e diverse altre sono in mano a collezionisti privati. La Atalante di Newcastle potrebbe risultare quella a più basso chilometraggio: appena 42 mila. Ma di certo non basta questo a farla considerare nuova. Quel che conta, alla fine, sono i tre milioni e mezzo di euro di valore. O no?

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