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venerdì 12 dicembre 2008

l'imbonitore da strapazzo


Nemmeno la buonanima di Guido Angeli (quello famoso per lo spot di Aiazzone "provare per credere") possedeva una tale pervicacia e cocciutaggine fuori dal comune, tipica del venditore televisivo. Ma, come si dice, c'è venditore e venditore. Invogliare all'acquisto non è semplice. Di questi tempi poi...Eppure il nuovo imbonitore (da strapazzo) di fine anno, al secolo Silvio Berlusconi, continua pedissequamente a pronunciare la fatidica frase: "Italiani...comprate, spendete, investite. Non è il momento di risparmiare". Roba da matti. Uno che parla così sembra uscito l'altro giorno dal manicomio di Castiglione delle Stiviere (a quello di Aversa gli hanno negato l'accesso). Possibile che nessuno ha a disposizione una bella camicia di forza? Posso anche accettarla di colore azzurrina (le sue preferite), l'importante è che sortisca l'effetto voluto. Neutralizzare l'imbonitore. Farlo desistere da questa folle telepromozione e invitarlo gentilmente ad andare per un lungo periodo in Argentina. Proprio quell'Argentina che qualche anno fa (qualcuno se lo ricorderà) non sembrava un Paese da terzo mondo, ma grazie agli inviti stile Berlusconi dell'allora presidente Carlos Menem ci diventò, sprofondando in quella melma delle sabbie mobili dei famosi "bond" che portò al crac. Francamente non voglio fare previsioni catastrofiche, ma se poco poco si sparge la voce, in ambito internazionale, che lo Stato italiano rischia la bancarotta, allora sì che siamo nei guai. Gli stranieri disinvestono e la bancarotta arriva davvero (anche se Tremonti continua a dire che il debito italiano è solidissimo e che l'Italia non è l'Argentina). Come se non bastasse, alcuni dei quotidiani più letti dagli investitori internazionali, come ad esempio The Economist e Financial Time, sostengono da tempo che l'Italia è a rischio Argentina. Un rischio assai probabile, scrivevano l'anno scorso, "nel caso in cui si verificasse in Italia una lunga recessione". Aggiungevano di non avere alcuna fiducia nelle politiche economiche di un eventuale (all'epoca) governo Berlusconi, perchè con il precedente governo di centrodestra (2001-2006) il debito pubblico era tornato a crescere, per la prima volta da dieci anni. Sarà poco patriottico, ma sembrano argomenti molto più seri e molto più razionali degli improbabili annunci di Tremonti in qualche talk show di comodo. Il premier, in ogni caso, è ottimista. E continua ad invitare anche gli italiani all'ottimismo. La questione, però, è che quando Berlusconi professa ottimismo la gente oramai tocca ferro...

2 Commenti:

  • Alle sabato 13 dicembre 2008 00:29:00 GMT+1 , Blogger rossaura ha detto...

    Tra le altre cose, tengo a precisare che a lui non piace più la camicia azzurrina di una volta, ma quella nera ormai ben rodata, che serve a nascondere anche il sudiciume di chi è a volte unto dal signore e quasi sempre con le mani sporche.

    La cosa sconvolgente è che non lo dice solo lui, ma lo raccontano tutti i suoi telegiornali, e sono tanti davvero, mai visto tanto shopping natalizio come in questi giorni. Confesso che li ammiro, hanno un bel coraggio a raccontarla così grossa, ma hanno visto quanta gente ci sta per strado o dentro ai negozi? Sarà che piove e tira vento, ma la gente non gira affatto a cuor contento. Le commesse e i commessi si slogano i pollici a girarli tutto il giorno.
    Berlusconi di suo porta una sfiga pazzesca e Tremonti gli sta dietro... povera Italia non le basta questa crisi, anche un premier farlocco si deve ingoiare (e farlocchini tutti i suoi sudditini.)

    Buona notte Ross

     
  • Alle sabato 13 dicembre 2008 08:35:00 GMT+1 , Blogger nomadus ha detto...

    Che dire, carissima ROSS. Sarò ripetitivo, sarò pedante, sarò antipatico (soprattutto per i berlusconiani e per i pidiellini), ma questo premier proprio non mi piace. E non mi è mai piaciuto il suo modo di intendere la politica. Non mi è mai piaciuto il suo modo di sottrarsi alla giustizia. Non mi è mai piaciuto il suo rapporto con chi non la pensa come lui. Insomma, si è capito che non mi piace.Ma come dicevano i latini, "repetita iuvant". Un caro saluto.

     

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