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venerdì 10 ottobre 2008

il salotto della D'Amico oscura quello di Vespa


Nella nuova programmazione autunnale de La7 ha trovato una diversa collocazione nel palinsesto la trasmissione EXIT, condotta con stile e garbo tipicamente femminile da Ilaria D'Amico, in onda il mercoledì in prima serata in luogo del lunedì della scorsa stagione. La struttura del programma è rimasta fondamentalmente invariata anche per questa quarta edizione; la bella conduttrice (che personalmente preferisco più in questa veste che non nei panni di tuttologa del pallone) invita nello studio personalità della politica, del giornalismo e della cultura, alimentando un talk show basato sulla discussione di due o più temi cardini della settimana appena trascorsa, con servizi introduttivi e riassuntivi del dibattito che ne seguirà. Il tutto condito da intelligenza e moderazione nel dialogo, da equilibrio e da partecipazione non conflittuale ed esasperante come in altri "salotti" televisivi ben più noti e seguiti. Nella puntata dell'altra sera, dedicata anche alla corruzione e alla "percezione" che attualmente ne hanno gli italiani (http://www.la7.it/approfondimento/dettaglio.asp?prop=repliche&video=17598), la discussione ha avuto anche dei picchi polemici non certo da accademia della Crusca, visto e considerato che tra gli ospiti c'erano Antonio Di Pietro e Peter Gomez da una parte e Niccolò Ghedini e Giulia Bongiorno dall'altra, ma comunque il livello squisitamente televisivo e intellettivo è sempre rimasto sempre di gradevole entità, seppur non confortato dai dati Auditel che ne penalizzano l'ambizione di nicchia cultural-chic (circa 630.000 spettatori con il 3% di share). Resta il fatto, a sommesso parere di chi scrive, che Ilaria D'Amico è preferibile (e non soltanto per l'aspetto fisico) a Bruno Vespa e al suo stantìo talk, oramai fagocitato e metabolizzato dagli uomini della politica; anzi, per dirla tutta, il salotto di RaiUno è diventato la proiezione catodica della Camera dei Deputati e del Senato della Repubblica, oltre che naturale dèpendance del presidente del Consiglio di Arcore. Il che non è che sia proprio una gran bella cosa...

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