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sabato 25 ottobre 2008

500 post...e l'avventura continua (se vi fa piacere)


Questo che mi accingo a scrivere è il post numero 500 dall'apertura del blog, avvenuta nel novembre 2005. Un blog concepito inizialmente come diario on line di un lavoratore precario, inserito nella struttura aziendale di un grosso call center, che voleva rendicontare il lettore su ciò che avveniva all'interno di una delle tante realtà tristemente note per la disparità (umana, morale, intellettuale ed economica) generata dal rapporto azienda-lavoratore a progetto, dove la prima concedeva le briciole di un salario da Paese da cortina di ferro ed il secondo era costretto a raccoglierle se non voleva essere licenziato e ritrovarsi in mezzo ad una strada. Un punto di equilibrio, forzato e coercitivo, dove la superiorità economica e psicologica dell'Azienda facente capo ad un grosso imprenditore legato alla politica bipartisan (furbata non di poco conto che gli ha permesso di accaparrarsi le ricche commesse dietro promesse elettorali non sempre rispettate...) ha permesso di giocare sporco sulla pelle di migliaia di lavoratori (nella stragrande maggioranza studenti universitari, mamme in cerca di sussidi extra e pensionati precoci) costretti ad accettare supinamente tutto quanto imposto dal Capo (col beneplacito prezzolato delle poche realtà sindacali appiattite). Con il passare del tempo ho capito che l'impresa titanica ed improba contro il gigante aziendale non avrebbe permesso, nè al sottoscritto nè ai miei colleghi di allora, di cambiare la realtà dei fatti, o almeno sperare di farlo. Così ho deciso di continuare a scrivere sul blog (dopo una pausa di molti mesi, tra il marzo del 2006 e l'ottobre del 2007, dovuta anche alla mia scelta di abbandonare l'azienda per altri lidi lavorativi) iniziando a toccare tematiche non squisitamente aziendali o lavorative ma dedicandomi all'osservazione della realtà politica e sociale del Paese in cui vivo, dandone una connotazione prettamente critica nei confronti di un politico in particolare (per chi ancora non l'avesse capito...) che mi risultava un pò indigesto a causa della sua sintomatica ritrosìa a rispondere davanti ai giudici di alcune sue malefatte del passato. Per la verità anche grazie al mio secondo blog (l'Antipatico) ho cercato di solleticare il mio senso critico anche nei confronti dell'altra metà del cielo politico cui mi sento di far riferimento, non sempre riuscendovi. Ma quello che conta, alla fine, credo sia stato lo spirito libero e serenamente non di parte che ho adottato nell'affrontare tematiche e riflessioni dalle molteplici sfaccettature, che mi hanno portato a volte a planare in un territorio frastagliato e pieno di conflittualità, rappresentato dal confronto più che aspro con lettori e commentatori che non sempre si ritrovavano con quanto scrivevo sui miei blog. Ovviamente quanto sto scrivendo non vuole avere alcunchè di rievocativo o peggio ancora di autocelebrativo: lungi da me la balzana idea. Voglio semplicemente fare il punto della situazione, se così si può dire, anche alla luce di un numero certamente non trascurabile come quello rappresentato dai 500 articoli scritti. Potranno esservi piaciuti o meno, avranno attirato gli strali polemici di filoberlusconiani o meno, ma quello che a me maggiormente stava a cuore era che l'apprezzamento riscontrato dalle cifre d'ingresso fornitemi giornalmente da ShinyStat, mi danno la sensazione (per non dire la certezza) che posso continuare sulla mia strada di umile osservatore e commentatore della realtà politica, sociale ed economica di questo nostro bistrattato, criticato, a volte calpestato ma sicuramente unico, invidiato e magico BelPaese. E naturalmente mi sembra giusto dedicare un grazie di cuore a tutti voi che siete passati (anche solo per pochi minuti) a trovarmi e a leggermi su questa piattaforma della blogosfera. Grazie ancora.

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