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sabato 14 giugno 2008

in nome del popolo...di Berlusconi


Questo fatto che Berlusconi, al termine del CdM di ieri, abbia fatto notare che "gli italiani hanno voluto il ddl sulle intercettazioni" perchè secondo lui "...durante la campagna elettorale ho girato piazze piene di gente e di entusiasmo, e vi assicuro che ogni volta che ho parlato di limitare il sistema delle intercettazioni la gente mi ha applaudito moltissimo..." mi ha alquanto indispettito (per usare un eufemismo) e convinto ancor di più che il cavaliere parli sempre di più per se stesso e non per conto degli italiani. Al massimo parla in nome dei suoi aficionados, prendendo spunto dagli applausi della sua claque per cercare di convincerci che tutta la Nazione è con lui e con le sue scelte, con i suoi provvedimenti a favore della comunità (e non per se stesso). Aveva detto bene un paio di settimane fa Massimo D'Alema, in un suo intervento a Ballarò, quando (riferito al cavaliere) faceva notare che aveva una innegabile qualità, riconosciuta da tutti: quella di dire una cosa non vera, facendo credere agli italiani che era la sacrosanta verità. Lo stesso principio possiamo applicarlo al discorso inerente le leggi che Sua Emittenza (ed il suo ristretto circolo di yes man) di volta in volta concepisce per se stesso, tutelando i propri interessi e quelli della sua famiglia e dei suoi amici più cari, facendo credere all'Italia che sono stati pensati e realizzati per il bene comune di tutti i cittadini. Questa storia delle intercettazioni con lo sbarramento dei 10 anni è la tipica furbata di chi sa che così, per esempio, nel processo che lo vede imputato a Milano per "corruzione" nei confronti dell'avvocato David Mills, dove la pena edittale non supera gli 8 anni, tutto il materiale accusatorio costruito su intercettazioni e quant'altro resterà carta straccia. E carta straccia è già diventata tutta la monumentale prova d'accusa nell'affare RAI-Mediaset dello scorso anno (la costola dell'inchiesta della GdF sul fallimento della società HDC dell'ex sondaggista personale di Berlusconi, Luigi Crespi, come ci raccontano, in un esauriente articolo pubblicato oggi su la Repubblica, i due cronisti d'assalto Emilio Randacio e Walter Galbiati (http://www.repubblica.it/2008/06/sezioni/politica/giustizia-1/rai-mediaset-macero/rai-mediaset-macero.html), facendoci capire che aria tira con il Berlusconi quater. Un'aria talmente inquinata che l'ultimo baluardo dell'opposizione (Antonio Di Pietro) non ha potuto fare a meno di dichiarare che "...questa storia delle intercettazioni così come presentato in Consiglio dei Ministri mi ricorda il comportamento di un violentatore di bambini che ci prova e una volta tanto non gli riesce. Ma le mani addosso gliele ha messe e non è riuscito a violentarlo per cause indipendenti dalla sua volontà..." ricordandoci in questo modo che il lupo (di Arcore) ha perso il pelo (successivamente reimpiantato) ma non il vizio. E che vizio!

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