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martedì 24 giugno 2008

il caso Orlandi & la prescrizione della verità


La scomparsa della cittadina vaticana Emanuela Orlandi, avvenuta a Roma il 22 giugno del 1983, è ritornata prepotentemente d'attualità dopo le recenti dichiarazioni della cosiddetta "supertestimone" Sabrina Minardi, ex moglie del famoso Bruno Giordano e compagna (all'epoca del rapimento Orlandi) di Enrico De Pedis, detto Renatino, personaggio apicale della famosa Banda della Magliana (http://www.raiclicktv.it/raiclickpc/secure/stream.srv?id=29253&idCnt=26523&path=RaiClickWeb^Storie^Home), la quale banda era sempre presente, per un verso o per un altro, ogni qualvolta c'era un "mistero" nella storia d'Italia degli ultimi 30 anni: dalla strage alla stazione di Bologna del 2 agosto 1980, alla morte del giornalista Mino Pecorelli, alla morte del banchiere Roberto Calvi, solo per fare qualche esempio. L'intricato caso della scomparsa di Emanuela Orlandi ha avuto, nel corso di questi 25 anni, un percorso simile alle montagne russe, con rivelazioni e smentite, ipotesi suggestive e amare realtà. Tutto sempre all'insegna dei misteri italiani, tipici del nostro Paese, dove si è ineguagliabili maestri nel nascondere o distorcere la verità, a seconda delle esigenze e delle evenienze. Dove c'è sempre qualcuno, legato a doppio filo ora ai servizi segreti ora a una banda di criminali, che ha interesse a depistare, a sviare, a fare in modo in buona sostanza che la verità non venga scoperta, facendo magari trascorrere decenni e incanalando il caso verso la classica prescrizione, chiamata anche archiviazione. Nella fattispecie del caso Orlandi, però, c'è stata sempre la volontà di ferro della famiglia della cittadina vaticana nel non voler accettare l'oblìo, nel battersi comunque per arrivare alla verità, supportata anche dalla trasmissione televisiva Chil'havisto? che anche ieri sera ha dedicato gran parte della puntata a queste nuove rivelazioni della "supertestimone". E i maggiori quotidiani nazionali ne hanno dato ampio risalto sulle prime pagine di oggi (http://www.corriere.it/cronache/08_giugno_24/re_gol_boss_mala_caccia_19e20058-41b3-11dd-b0b2-00144f02aabc.shtml) cercando, almeno in parte, di contribuire a non far scattare questa dolorosa "prescrizione della verità" sul caso della oramai quasi quarantenne (nel caso fosse ancora viva, come spero) Emanuela Orlandi.

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