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martedì 6 maggio 2008

quelle facce da "bravi ragazzi"...


Faccio veramente molta fatica a pensare, ad accettare o a metabolizzare solo per un momento la morte di un ragazzo di 29 anni, massacrato senza pietà a calci e pugni, in una notte primaverile di inizio maggio, per essersi rifiutato di dare una sigaretta a 5 ragazzi. Ragazzi più giovani di lui, ragazzi di buona famiglia, che lavorano, che studiano, che non sono i classici "disperati", i rifiuti della società che gironzolano senza meta nella città. No, questi cinque ragazzi tra i 18 e i 20 anni hanno la faccia e l'espressione da bravi figli di papà, cresciuti e allevati nel ventre di una società sì provinciale e a volte bigotta, ma ricca e opulenta, che ti dà sempre ciò che chiedi, sia a livello economico che a livello di classe sociale, di ribalta personale, nella scala dei valori (falsa ed artefatta) che privilegia l'avere più che l'essere. Una scala di valori tragicamente distrutta da questo assurdo omicidio senza senso, con una giovane vita strappata per dei motivi abietti, futili, ingiustificabili, inconcepibili. Una vita spezzata che nemmeno il gesto dei genitori di donare gli organi del povero Nicola potrà mai restituire, addolcire, attenuare, lenire. E non potrà nemmeno attutire quel gran senso di dolore lancinante, che ti trapassa dentro il cuore, lo stomaco, le viscere e ti lascia annichilito, senza fiato, senza nemmeno la forza di piangere. Perchè anche le ultime lacrime che mi erano rimaste me le hanno strappate, prosciugate, portate vie quei cinque ragazzi veronesi. Quei cinque con le facce da "bravi ragazzi"...

2 Commenti:

  • Alle martedì 6 maggio 2008 12:08:00 GMT+2 , Anonymous Anonimo ha detto...

    Buongiorno,quello che è successo a Verona è di una gravita'inaudita.Esprimo l'immenso cordoglio per la giovane vita distrutta.Ma non posso fare a meno di dire che,quando si strumentalizza l'odio per il diverso a fini elettorali,e si coltivano il pregiudizio e la xenofobia come valori,certi fatti sono inevitabili.MAURO.

     
  • Alle martedì 6 maggio 2008 13:00:00 GMT+2 , Blogger nomadus ha detto...

    Hai perfettamente ragione, caro MAURO. Le giustificazioni e le motivazioni addotte dagli inquirenti per questo tragico fatto di sangue non possono essere circoscritte alla sigaretta. C'è dell'altro dietro. E non solo di politica o di razzismo sociale si tratta. Il cuore del problema risiede nella solita discriminante della xenofobia politica, intesa come diversità di opinione, di look (il povero Nicola aveva il look sinistrese, con codino e abbigliamento non certo da naziskin) e di idealismo da opposti estremismi. Come nei tragici anni Settanta e Ottanta. E la inevitabilità di questi fatti ne è la tragica conseguenza.

     

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