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giovedì 27 dicembre 2007

una Raffica di ricordi


Ancora appesantito da tortellini, cappone, panettoni e torroni vari, inizio questa mattinata post natalizia dedicando il mio nuovo post ad un'artista che ha scandito la mia adolescenza (e quella di molti altri miei coetanei) a forza di sigle televisive e motivetti orecchiabili: sto parlando della Raffaella nazionale (Carrà, naturalmente o per meglio dire Pelloni, com'è registrata all'anagrafe) che ancora oggi, alla bella età di 64 anni, si mostra in video (con qualche bella ruga che ne accentua il fascino) con tutta la sua verve, la sua vitalità, la sua voglia di fare ancora programmi in tv. L'ho vista ultimamente da Michele Santoro in Annozero polemizzare con Norma Rangeri (critico televisivo del Manifesto) a proposito della qualità dei programmi in tv e difendere a spada tratta le sue ultime creature più o meno riuscite (Carramba, Sogni, Amore). L'ho apprezzata domenica scorsa in Speciale TG1, sollecitata nei ricordi dall'ottimo Vincenzo Mollica, dove ha ripercorso (promuovendo per l'occasione il dvd e doppio cd Raffica uscito in questi giorni) tutta la sua carriera televisiva, discografica e anche le apparizioni al cinema (ammettendo in parte la sua famosa liaison con Frank Sinatra). E l'ho apprezzata ancora di più nello speciale che le ha dedicato La Storia siamo noi, su RAIDue (http://www.lastoriasiamonoi.rai.it/pop/schedaVideo.aspx?id=458) . Un lungo percorso professionale che mi ha fatto pensare e riflettere sulla "inconsistenza" televisiva di molti personaggi (del giorno d'oggi) che vengono etichettati come "star" del piccolo schermo, senza averne nè le qualità (umane e professionali) nè tantomeno le connotazioni di carisma e popolarità che hanno caratterizzato la mitica Raffaella. Per gli estimatori dell'artista bolognese consiglio una visita al suo sito, pieno di notizie e curiosità (http://www.raffaellacarrafans.com/default.html), anche per rivedere le ormai introvabili copertine dei suoi vecchi dischi a 33 e 45 giri. Nel corso dell'intervista di Mollica, l'unico rammarico che Raffaella ha fatto emergere è stato quello relativo alla mancanza della maternità: un figlio l'avrebbe proprio voluto, ma ha ovviato a questo adottando bambini a distanza e dedicandosi ad opere di beneficenza nei loro riguardi. Tornando con la memoria alla mia infanzia in bianco e nero (associandola alla tv di quei tempi) ecco riaffiorare il famoso ombelico scoperto di Raffaella in Canzonissima, con le tante polemiche che i bacchettoni dell'epoca provocarono; ecco ritornare in mente il famoso Tuca tuca, ballo censurato della tv oscurantista e democristiana di Bernabei, che solo l'inarrivabile e compianto Alberto Sordi riuscì a sdoganare in un famoso sabato sera. E a proposito di quella tv, quella in bianco e nero, quella del Carosello, del primo canale e dei varietà con le calzamaglie delle gemelle Kessler che turbavano i sogni degli italiani, consiglio di andare a rivedere la storica prima puntata di Doppia coppia (http://www.raiclicktv.it/raiclickpc/secure/streamHome.srv?id=3482&idCnt=8868&path=RaiClickWeb^Home) per capire com'era la nostra tv di quasi 40 anni fa. Che nostalgia!

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