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venerdì 23 novembre 2007

le mutande di Amanda


La bulimia giornalistica che circonda il caso Meredith da ormai tre settimane, in maniera ininterrotta, ha prodotto anche oggi un nuovo mostro mediatico, un nuovo anello satellitare inglobato e fagocitato dai mass-media ed in particolare dal telegiornale (a mio avviso) più alla ricerca di scoop di basso livello. Stiamo parlando del commerciante di Perugia che ha segnalato, agli inquirenti che si occupano del delitto della giovane universitaria inglese, la presenza di Amanda e di Raffaele nel suo negozio il giorno dopo il fattaccio. La sollecitudine e la puntigliosità nella testimonianza resa alle forze dell'ordine, da questo integerrimo negoziante di mutande e di autoreggenti, ha fatto sì che gli affamati di notizie morbose e scollacciate siano stati messi nella condizione di sapere che Raffaele Sollecito aveva regalato un paio di mutande ad Amanda Knox. Ma il gesto, forse naturale per i feticisti o per gli amanti dell'intimo, non è sfuggito al solerte negoziante che, in un attacco di voyeurismo commerciale, si è affrettato a far sapere che il tenore della conversazione tra i due giovani era imperniato sulla richiesta di una notte di sesso selvaggio di Raffaele ad Amanda, le cui mutande dovevano essere il là propiziatorio all'evento pruriginoso. Come se non bastasse, il telegiornale (forse più pruriginoso che ci sia sulla piazza) di Italia1, Studio Aperto, ne ha dato oggi ampio risalto, aumentando il convincimento in chi vi scrive che, da quando è rimasto orfano del direttore Mario Giordano (passato a dirigere il Giornale di Paolo Berlusconi) il tg di Giorgio Mulè abbia proprio imboccato una ripida discesa verso il fondo della scadente qualità di telegiornaletti da avanspettacolo. E tutto questo anche grazie alle mutande di Amanda.

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