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mercoledì 21 novembre 2007

un altro inciucio?


E ormai non si parla d'altro. Il possibile (e temuto, dalla sinistra radicale) incontro tra Walter e Silvio, annunciato da destra, non ancora confermato da sinistra, con lo scopo politico di preparare una sorta di nuova Bicamerale per evitare il possibile referendum sulla legge elettorale della prossima primavera (la Corte di Cassazione si pronuncerà tra non molto) e per parlare di nuove riforme a 360°, sta mettendo in fibrillazione non solo le segreterie politiche di alcuni partiti, ma sta anche solleticando l'interesse giornalistico di firme di primo piano di quotidiani di prestigio, connotando il momento particolarmente frizzante di dialettica e discese in campo nell'alveo della res publica. Ho letto stamani tre articoli di ottima fattura (condivisibili o meno) che riguardavano gli echi politici e d'informazione scaturiti dalla furbesca mossa del cavaliere di far nascere il Partito del popolo della Libertà. Il primo che ho letto, in prima pagina su Il Foglio diretto da Giuliano Ferrara, è intitolato "A pensar male" (un incipit mutuato dalla famosa frase di Giulio Andreotti "...a pensar male si fa peccato, ma quasi sempre ci si indovina..."): in questo articolo l'estensore (probabilmente lo stesso Ferrara) mette in risalto quello che a suo giudizio è lo stato d'animo attuale di Prodi, un pò nervoso e un pò preoccupato per la mossa di Berlusconi (già fatta) e per quella di Veltroni (che potrebbe fare), in una sorta di partita a scacchi dove sovente (nei momenti canonici di difficoltà) è richiesto imperativamente l'arrocco. Il secondo articolo che ho letto è quello a firma di Stefano Cappellini su il Riformista, sempre in prima pagina, intitolato " Silvio e Walter: incontro vicino, intesa lontana " dove si analizza (con l'humor politico riconoscibile del giornale diretto da Paolo Franchi) il febbrile lavoro degli sherpa (proprio così li ha definiti Cappellini) dei due schieramenti, Goffredo Bettini per l'ala veltroniana e Gianni Letta per l'ala berlusconiana. Ma l'articolo che più mi è piaciuto (e di cui sottoscrivo anche le virgole) è quello sul Corriere della Sera a firma Aldo Cazzullo dal titolo " Silvio e Walter i nemici destinati a dialogare ", un lungo ritratto (occupa praticamente l'intera pagina 6 del Corriere) dei due attuali contendenti della scena politica in odore di alleanza o, peggio ancora, d'inciucio. Lo stile giornalistico di Cazzullo è risaputo: asciutto, ironico, mai sopra le righe. Tende a far capire al lettore quello che veramente è da intendere e non da sottointendere, usando, quando serve, il bastone della critica feroce ma anche la carota della lode e del riconoscimento dovuto ai personaggi in questione. Ciliegina dell'articolo è una foto che ritrae Berlusconi e Veltroni ad una festa dell'Unità del 1986 in atteggiamento confidenziale. Che sia una ouverture di cui preoccuparsi o solo un innocuo amarcord politico degli anni Ottanta? Chi vivrà...

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