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sabato 28 gennaio 2006

sovraesposizione mediatica


Francamente la sferzata solitamente non edulcorata del magnifico Enzo Biagi scritta sul Corriere della Sera di domenica scorsa (rivolta chiaramente al suo nemico storico, il premier di Arcore) è quanto mai di attualità oggi, alla vigilia dell'ennesima apparizione televisiva di sua emittenza, questa sera alle 21 su Italia1, nel programma di Claudio Martelli, anche lui piegatosi all'esigenza di bulimìa catodica del premier. Il decano dei giornalisti, dalla prima pagina del quotidiano milanese lancia una precisa (e condivisibile) accusa ai direttori di rete e in genere ai curatori dei programmi che hanno permesso l'estenuante, omnicomprensiva presenza del presidente del consiglio, senza mai dare un segno di cedimento e di dubbio su quanto stavano facendo. Se cioè era giusto dare tutto questo spazio, in diverse Reti, in diversi programmi (addirittura pure quelli sportivi o radiofonici tipo Isoradio!...) e con diversi target di ascoltatori e telespettatori pronti a sacrificarsi in nome dell'auditel da campagna elettorale. Piuttosto era meglio informare (come prerogativa impone al presidente del consiglio dei ministri) a reti unificate, ma solo nel caso di gravissimi eventi contro la Nazione o i suoi cittadini, e non mi sembra sia stato questo il caso specifico. La trottola mediatica, azionata due settimane fa dal premier, ha fatto venire (presumo) il mal di testa anche agli autori di Blob (Enrico Ghezzi in testa), proprio a loro che sono un pò gli storici stakanovisti (per ragioni di programma televisivo) fruitori delle apparizioni e delle esternazioni dell'omino di Macherio. Infatti secondo Biagi (e secondo tutti quelli che la pensano così) non era assolutamente giusto, nè tantomeno eticamente professionale, consentire questo rimbalzo televisivo da Biscardi a Costanzo, da Mentana a Mimun, da Martelli a Fragomeno di Isoradio, da Ferrara a Vespa. Questo tourbillon era evitabilissimo con dei semplici NO, con dei giustificabilissimi dinieghi al presidente del consiglio, con dei semplici inviti a rispettare i tempi e i termini dei dibattiti (non soliloqui, dibattiti...), come e più di tutti degli altri rappresentanti di altrettanti cittadini italiani, che nel 2001 avevano espresso le loro preferenze elettorali mica per ritrovarsi assediati tramite il piccolo schermo da un piccolo uomo, assolutamente no! Secondo me ci vorrebbe la legge del contrappasso dantesco per riequilibrare la situazione, magari permettendo a Romano Prodi di aprire una TeleBologna con tanto di interconnessione grazie alla legge Mammì, con la possibilità, chissà, che fra qualche anno venga fuori un nuovo tycoon della tv che però almeno dica "...sorbole", piuttosto che "...mi consenta"...E la cosa già suona meglio, non vi pare?

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