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lunedì 19 luglio 2010

parola d'ordine: minimizzare


Tira una brutta aria per il presidente del Consiglio in carica (spero ancora per poco). Il concatenarsi di più eventi a sfondo giudiziario, che hanno interessato in quest'ultimo periodo persone (e personaggi) molto vicino a lui, stanno delineando uno spartiacque tra quello che è stato (dalla famosa discesa in campo del 1994) e quello che sarà (ovvero l'Italia deberlusconizzata), con la conseguenza logica che le trame e i complotti, da lui sempre evocati, alla fine saranno veramente la cartina di tornasole di questo periodo storico italiano totalmente imbarbarito e lordato dalla politica del ghe pensi mi e del ve lo metto dove dico io e nemmeno ve ne accorgete. Pensando alla definizione data dal Pifferaio di Arcore a questa eterogenea banda carbonara di oscuri manovratori, venuti alla luce grazie all'inchiesta della procura di Roma (e grazie soprattutto alle tanto odiate, da Berlusconi s'intende, intercettazioni telefoniche e ambientali), mi viene alquanto da sorridere. Sì perchè liquidare Carboni & Co. come innocui e sfigati pensionati dopolavoristici (pur essendo il Berlusca a conoscenza, e non da oggi, delle trame e delle particolari inclinazioni sovversive del quasi ottuagenario Flavio) fa pensare più a un imbarazzato lavoro di depistaggio e di mistificazione della realtà che a una naturale e dovuta assunzione di responsabilità (se non addirittura di correità e di fiancheggiamento) da parte del presidente del Consiglio italiano (spero sempre ancora per poco). Berlusconi e il fido (per ora) Tremonti cercano di minimizzare, di celare, di spostare l'attenzione sulla cassetta di mele marce o sui nonnetti della bocciofila carbonara. Forse non sanno (ma qualcuno prima o poi li dovrà informare) che oramai il popolo italiano (e forse per la prima volta anche il popolo pidiellino) si è stancato delle menzogne e dei giochetti berlusconiani, dei soliti attacchi alla sinistra e del menefreghismo totale che hanno accompagnato questi indecenti anni targati Berlusconi. Il popolo italiano ne ha oramai le palle piene di uno come lui che in un altro Paese si troverebbe (e non da oggi) dietro le sbarre e non in giro per saloni confindustriali o per campus universitari a sparare stronzate una dietro l'altra, offendendo come suo solito donne non di suo gradimento o ex pm dal dente avvelenato. Al Tappone oramai deve aver capito che non potrà continuare a prendere per il culo il popolo italiano ancora per molto tempo. E' giunto il momento delle decisioni irrevocabili (come diceva un suo lontano parente): quelle che porteranno dritto dritto il Pifferaio di Arcore a sfanculare da qualche parte, qualsiasi parte. L'importante è non vederlo più. E non credo che con questo mio post ho minimizzato troppo l'attuale situazione. Voi che ne dite?

2 Commenti:

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