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domenica 4 luglio 2010

io sto con Gianfranco


Questa volta non è proprio difficile scegliere da che parte stare nella infinita querelle interna tra i due cofondatori del partito del predellino, detto anche (impropriamente) Popolo della Libertà. Tra Berlusconi e Fini, inutile sottolinearlo, io sto con Fini. Tutta la vita. E non tanto per il coraggio dimostrato nell'andare controcorrente, inimicandosi definitivamente il Cavaliere, quanto per la bontà e l'intelligenza del messaggio morale e politico che il presidente della Camera ha lanciato attraverso i suoi continui e decisi appelli al mondo istituzionale e al popolo (quello libero veramente): stare dalla parte della legalità, impedire rigurgiti di regime e far sì che il nostro Paese continui a beneficiare di risorse irrinunciabili quali la libertà e la democrazia. Far capire questi due vocaboli al Pifferaio di Arcore è come far passare il famoso cammello dall'altrettanto famosa cruna dell'ago: uno come Berlusconi, che ha fatto della sua vita il paradigma ideale costituito dal malaffare, dalla prevaricazione e dalla corruzione imperante e sistematica, non potrà mai e poi mai accettare le regole democratiche e lecite che governano la vita civile di un Paese evoluto e non certo espressione di uno Stato delle banane. Uno come Berlusconi, così refrattario alla istituzionale ed elementare convivenza tra poteri dello Stato, non accetterà giammai una voce (come quella di Fini) fuori da un coro uniformemente coperto ed allineato sulle sue posizioni da gerarca del terzo millennio. E allora ecco la sua scriteriata e deficitaria mossa: quella di trasformare mediaticamente Gianfranco Fini in una sorta di eretico del ventunesimo secolo, un novello Galilei della politica Berlusconicentrica oramai conclamata da più di tre lustri. Una politica sintomaticamente ammalata e depauperata di quella missione che al tempo della prima Repubblica ancora si riusciva a percepire: quella dell'eletto che manteneva fede alle promesse fatte all'elettore e portava a termine (o almeno ci provava) la maggior parte degli obbiettivi proposti in campagna elettorale. Esattamente il contrario di quanto il berlusconismo ha fatto nell'ultimo periodo storico del nostro Paese. E se adesso un Gianfranco Fini punta i piedi, alza la voce e indica a sua volta una correzione di rotta (necessaria per garantire all'Italia la legalità e la giusta espressione della reale volontà popolare), beh allora, signori miei, anch'io mi sento in dovere di poter gridare con quanto fiato ho in gola: io sto con Gianfranco!

4 Commenti:

  • Alle domenica 4 luglio 2010 22:43:00 GMT+2 , Anonymous Anonimo ha detto...

    E non sei l'unico. Sapessi quanti, guardando ciò che succede nel Pdl, si sono chiesti "possibile che tutti tacciono e nessuno si ribella alla prepotenza e allo strapotere di questo capo del governo che non rispetta né Istituzioni, né Costituzione sulla quale ha giurato rispetto, né i cittadini che lo hanno votato?" Fini è stato una risorsa che i cittadini non si aspettavano e che ringraziano. Molti saranno suoi elettori nell'eventualità che si andasse al voto.

     
  • Alle lunedì 5 luglio 2010 15:27:00 GMT+2 , Blogger nomadus ha detto...

    Mi sento sollevato sapendo, grazie al gradito intervento dell'anonimo commentatore, di non essere il solo ad appoggiare una eventuale scissione di Fini all'interno del cosiddetto Popolo della Libertà. E poi, meno male che (come dici tu) molti nel PdL incominciano a guardarsi dentro e a riflettere sulla situazione del partito di plastica guidato da un omino di cartapesta. Sarebbe pure ora che qualcuno iniziasse a far sentire una voce diversa e non appiattita sulle posizioni del despota di Arcore. Un cordiale saluto a te, anonimo commentatore. E grazie della visita.

     
  • Alle mercoledì 7 luglio 2010 18:33:00 GMT+2 , Anonymous Anonimo ha detto...

    Buonasera carissimo.Io pur essendo di sinistra,non posso che apprezzare la linea di legalità democratica,costituzionale e repubblicana di Gianfranco Fini.MAURO.

     
  • Alle mercoledì 7 luglio 2010 22:07:00 GMT+2 , Blogger nomadus ha detto...

    Come ben sai caro MAURO (e come ho scritto più volte nei miei post) il presidente della Camera non era fino a poco tempo fa uno dei miei preferiti, anzi. Ma la sua recente sterzata politica mi ha conquistato e ispirato, producendo un insperato effluvio di non scontata fiducia nel suo operato. E non mi sembra poco. Speriamo in qualche risultato positivo. Un affettuoso saluto.

     

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