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giovedì 14 gennaio 2010

la Repubblica, il Corriere & gli aumenti ingiustificati


Proprio nel giorno del trentaquattresimo anniversario della fondazione del quotidiano attualmente diretto da Ezio Mauro e di cui parlai in un mio post di due anni fa (http://tpi-back.blogspot.com/2008/01/buon-compleanno.html), spiegando come il giornale voluto da Eugenio Scalfari (e da altri) abbia accompagnato trent'anni della mia vita, contribuendo in maniera ineluttabile alla formazione dei miei convincimenti politici e alla inevitabile apertura mentale nei confronti di avvenimenti e persone, mi ritrovo (in modo alquanto singolare) a dedicare questo mio scritto all'inopinata decisione della RCS di aumentare, dal 2 gennaio scorso, il prezzo del Corriere da 1 euro a 1,20. Una scelta che ho trovato totalmente ingiustificabile e in controtendenza, in un momento particolarmente difficile per l'economia del nostro Paese, aggravata dalla crisi globale di cui noi tutti siamo purtroppo testimoni e vittime. Per fortuna già dall'interno del Corriere stesso ci sono state voci critiche, come quelle all'unisono di Sergio Rizzo e di Gian Antonio Stella, firme autorevoli e prestigiose della redazione di via Solferino, che con un articolo al vetriolo (http://www.corriere.it/cronache/10_gennaio_07/rizzo-stella-gesto-necessario_055e138c-fb58-11de-a955-00144f02aabe.shtml) hanno giustamente stigmatizzato l'inopportuna disposizione della RCS Editori. Il quotidiano milanese ha cercato, inutilmente, di arginare la protesta aprendo una sorta di filo diretto dei lettori con il direttore Ferruccio De Bortoli per un confronto dalla forte connotazione di scontro e di feroce critica. Anche Beppe Severgnini (altro noto e sagace columnist) si è trovato leggermente in difficoltà nel rispondere ad una mail di un lettore (http://www.corriere.it/solferino/severgnini/10-01-05/11.spm), come immagino del resto si troverebbe qualunque giornalista del Corriere in un momento come questo, non propriamente felice per le finanze del maggior quotidiano italiano. La mia sensazione è che l'aumento di 20 centesimi sia una sorta di inconsapevole e inconscio regalo editoriale fatto a la Repubblica che, furbescamente, ha deciso di far rimanere invariato il costo in edicola del giornale. A sostegno di questa mia tesi sono venuti in soccorso alcuni edicolanti da me interpellati i quali hanno riferito che le vendite del Corriere, almeno in questi primi dieci giorni dell'anno, sono diminuite e che vecchi e fedeli lettori sono passati ad acquistare la concorrenza (Repubblica). Segnali in tal senso erano precedentemente venuti dai dati di diffusione dell'ADS e ripresi qualche giorno fa dal sito Affaritaliani (http://www.affaritaliani.it/mediatech/ads070110.html), primo e non trascurabile campanello d'allarme per il colosso di via Solferino. A conti fatti forse era meglio seguire il consiglio di Stella e Rizzo: "Caro direttore, siamo convinti che sarebbe stato meglio aspettare prima di alzare il prezzo del giornale". Parole inascoltate.

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