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sabato 6 giugno 2009

un voto per dare un segnale


Tra poco più di due ore si apriranno le urne per permettere a quasi 50 milioni di miei connazionali di esprimere la loro preferenza politica, di confermare oppure no il loro sostegno ideologico a questo o a quel rappresentante di destra o di sinistra. In una parola il voto di queste consultazioni europee (e in alcune città la scelta del primo cittadino) permetterà di ridefinire i contorni non soltanto della bella Europa ma anche quelli del nostro BelPaese. Ma chi vi scrive è indotto a pensare (e a sperare) che questa odierna manifestazione di libera espressione popolare possa significare, o per meglio dire debba significare, anche un'altra cosa. Esprimere il proprio voto per dare un vero e importante segnale di cambiamento e nel contempo di rifiuto rispetto all'attuale situazione politica (e soprattutto morale) in cui versa il nostro Paese. Il cambiamento è indispensabile. Personalmente sono dell'idea che l'attuale classe politica (in particolar modo quella che sta governando) debba essere necessariamente cambiata. Non dico azzerata ma almeno fortemente rimpiazzata. E non soltanto perchè chi ci governa ha oramai 72 primavere sulle spalle ma anche e soprattutto perchè questo nostro Paese ha bisogno, necessità, urgenza di sentire aria nuova, fresca, giovane, intellettualmente vivace. Non voglio apparire nè populista nè tantomeno qualunquista, ma sento il bisogno di esprimere con questo post tutta la voglia, l'energia e la naturale aspirazione di poter dire da lunedì prossimo che qualcosa in Italia è cambiato, che alcune facce di gomma non le vedrò più all'interno del piccolo schermo, che molti dei discorsi infarciti da stupidi slogan non li ascolterò più, che gli spergiuri di chi è a capo del governo non me li dovrò più sorbire, che il batacchio in semierezione di un capo di un governo straniero ospite in una magione sarda non lo dovrò più vedere nè su siti italiani nè esteri. Per quanto riguarda il rifiuto, che ho associato al cambiamento, credo che sia facile intuire per il lettore di questo blog il motivo posto alla base della mia indicazione. Rifiutare tout court un sistema politico parente stretto di quello che attualmente domina e inquina il panorama nazionale è cosa buona giusta. Ed è veramente cosa buona e giusta poterlo chiaramente intendere e farlo valere nel chiuso di una cabina elettorale, oggi e domani, di fronte ad una scheda che ci dà la possibilità di far arrivare all'esterno un messaggio forte e chiaro, non facilmente male interpretabile: il Pifferaio deve andarsene a casa. Scelga pure quale tra le tante a sua disposizione. L'importante è che ci vada. Buon voto a tutti!!

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