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venerdì 19 giugno 2009

ci manca solo il trans


A questo punto mi aspetto di tutto. Il girone dantesco in cui si è infilato inopinatamente il Pifferaio di Arcore sembra non finire mai. Dal filone tangentizio si è passati al filone delle veline e dei festini, con coca e sesso. Ci manca solo che venga collocato nel girone dei sodomiti, ovvero di quelli che hanno rapporti contro natura (stile Lapo, tanto per intenderci). Non per niente è stato lo stesso presidente del Consiglio a dire che è l’unica esperienza cui non è avvezzo. Magari verrà fuori una Patrizia qualsiasi, logicamente trans, che dirà (in un'intervista esclusiva a La Stampa di Torino, tanto per la par condicio editoriale...) di aver passato serate folli con il Cavaliere. E così il girone dantesco sarà completo. Ma a parte tutto la vicenda D'Addario sta assumendo contorni preoccupanti. Il nuovo filone giudiziario, partito da un'inchiesta sulle tangenti sanitarie pugliesi, sta facendo andare fuori dalla grazia di Dio il nostro presidente del Consiglio che oggi a Bruxelles è stato "intercettato" dalle telecamere di SKY mentre smoccolava al telefono con Niccolò "Mavalà" Ghedini. L'imprenditore pugliese (che tanto per gradire ha in Sardegna una villetta accanto alla magione del premier) al centro dell'inchiesta avrebbe parlato di belle ragazze ingaggiate per rallegrare le serate del Pifferaio di Arcore e del suo entourage nella residenza romana di Palazzo Grazioli. Le fanciulle sentite dai magistrati avrebbero confermato i fatti. In questo momento, certo, difendere il premier è impresa alquanto faticosa ed improba perfino per uno avvezzo al peggio sulla piazza, come appunto Ghedini. Tutto questo infuocato girone dantesco mi porta ad accarezzare l'idea che ci sia in atto un tentativo per togliere il Caimano di mezzo, per piazzare al suo posto un tecnico, come ai tempi di Ciampi e Dini, provenienti da Bankitalia. E questo diktat potrebbe essere partito come al solito dai poteri forti, multinazionali e grande finanza in primo luogo. Intanto, a fronte della nuova inchiesta barese che rischia di travolgerlo, il presidente del Consiglio ha tenuto una riunione con i suoi collaboratori più stretti. "Il Presidente - ha precisato l’avvocato Ghedini - è un uomo ricco di denari, di simpatia e di voglia di vivere. Certamente non ha bisogno che qualcuno gli porti le donne. Pensare che il Presidente abbia bisogno di pagare 2.000 euro una ragazza perchè vada con lui mi sembra un pò troppo. Ritengo che di donne potrebbe averne in grandi quantità, ma gratuitamente". Insomma, dall’affaire delle attricette raccomandate all’ex direttore di Rai fiction Agostino Saccà, alla vicenda Noemi, per finire al filone di ragazze-squillo sembrerebbe che il presidente del Consiglio si occupi solo dei suoi sollazzi e dei suoi cortigiani di corte. Invece, a sentire i suoi fidati collaboratori, pare che si applichi molto, anche se con poco costrutto. Ora si potrà dire di tutto contro il Cavaliere ma che non dimostri grande movimentismo questo è innegabile. Dorme poco e quando è in volo è sempre pronto a vagliare i tanti problemi sul tappeto magari non riuscendo a trovare la soluzione. Però rispetto ai suoi predecessori (da Ciampi a Dini, da Amato a D’Alema, per finire a Prodi) dimostra un maggiore attivismo, almeno a livello sessuale. Questo è innegabile. Certo, se poi uscisse pure l'intervista di Patrizia (il trans intendo) allora sì che ci sarebbe da divertirsi...

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