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sabato 21 marzo 2009

il guerrigliero bonsai


Era da un pò di tempo che non mi occupavo delle sortite (a volte tragicomiche) del ministro bonsai Renato Brunetta. Ha atteso il momento giusto (per lui ovviamente) e ha deciso di scendere in campo a proposito della manifestazione dell'Onda e dei tafferugli all'Università di Roma. Prima li ha definiti dei «guerriglieri» («e come tali saranno trattati»), poi ha precisato che non arrivano nemmeno alla dignità dei guerriglieri, ma che sono solo dei «ragazzotti in cerca di sensazioni forti». Cornuti e mazziati gli studenti dell’Onda. Anzi, prima mazziati e poi cornuti. Qualche giorno fa i manganelli dei celerini, ora le parole del ministro Brunetta. Il messaggio è più o meno lo stesso: d’ora in poi tolleranza zero contro chiunque abbia intenzione di protestare. E se sono studenti che rivendicano il diritto allo studio e si battono contro i tagli all’istruzione, allora si può andare giù duro. Si può sequestrarli per ore nella prima università di Roma, la più grande d’Europa, caricarli, costringendoli a non farli uscire, reprimendo a suon di legnate il loro diritto a scioperare. Poi, come se non bastasse, la mattina dopo arriva il ministro della Pubblica amministrazione e, davanti ai giornalisti, comincia col suo show. Prima un classico: la caccia al fannullone-assenteista-malato immaginario della scuola. A seguire l’invettiva contro il movimento studentesco. Alla domanda sulla protesta che monta, si aggiusta la giacchetta e si lancia a briglie sciolte: «Non vedo molta protesta, vedo ogni tanto delle azioni di guerriglia da parte dell'associazione denominata Onda. Ma vedo che nelle votazioni degli organi di rappresentanza degli studenti l’Onda non esiste. Sono un democratico e quindi credo molto più al voto che alle azioni di guerriglia». L’Onda «non l’ho vista nelle recenti elezioni degli studenti quindi sono dei guerriglieri e verranno trattati come guerriglieri». Accanto gli siede la collega Gelmini che cerca di minimizzare: «Lo sapete com'è fatto il ministro Brunetta: a volte usa toni forti e provocatori...». «Eh no», rispondono dal coordinamento dei collettivi della Sapienza «le dichiarazioni sono gravissime e non sono frutto di una battuta detta a caso. C’è un preciso disegno politico che vuole azzerare il dissenso, annientare chi non la pensa come loro». I ragazzi dell’Onda ci sono abituati. Fu Alemanno, nel gennaio scorso, a cominciare con questo processo di criminalizzazione del movimento. «La Sapienza è tenuta in ostaggio da 300 piccoli criminali dei quali dobbiamo liberarci», tuonò all'epoca il sindaco di Roma. L’ordine è stato eseguito mercoledì, impedendogli di scendere in piazza proprio nel giorno dello sciopero della scuola, università e ricerca, impugnando così il protocollo anti-corteo fresco di approvazione. «Una provocazione», ripetono gli studenti «a cui segue un’altra provocazione, quella del ministro Brunetta». «Il nostro è un movimento pacifico, sono il governo e la polizia che stanno cercando di creare uno stato di guerriglia». L’unione degli studenti chiede invece le dimissioni «immediate» e le scuse di Brunetta perché un ministro della Repubblica «non dovrebbe mai permettersi di definire dei giovani che esprimono il loro pensiero come dei "guerriglieri" da trattare come tali». La sua «è una dichiarazione degna dei peggiori regimi sudamericani, dove gli studenti sono equiparati a terroristi». Ricordando che già il Pifferaio di Arcore, in autunno, «aveva provato a usare metodi repressivi, invocando la polizia nelle scuole pur di reprimere la protesta. Non ci lasceremo intimidire». Al fianco dei ragazzi scende la politica. Dall’estrema sinistra all’Italia dei Valori è tutta una condanna. Con Brunetta si schiera invece Azione universitaria. «È stato fin troppo generoso. I collettivi nelle università vorrebbero giocare ai guerriglieri, ma sono solo dei teppistelli ignorati dalla maggioranza della popolazione studentesca», sentenzia Giovanni Donzelli. Curiose affermazioni da parte del segretario nazionale di una compagine studentesca che fa capo ad AN a cui è stato trovato, non più di quattro giorni fa in un armadietto custodito nell’aula da loro autogestita all’università Roma Tre, un vero e proprio arsenale nazifascista: spranghe, bastoni, mazze e materiale propagandistico firmato con svastiche e celtiche. Come fiancheggiatori del guerrigliero bonsai non c'è male mi sembra...

2 Commenti:

  • Alle lunedì 23 marzo 2009 06:56:00 GMT+1 , Anonymous Anonimo ha detto...

    Buongiorno carissimo.Per quanto riguarda il primo post,non posso augurarmi che un processo analogo di aggregazione avvenga anche nel centrosinistra.Per quanto riguarda il secondo,esprimo tutta la mia solidarietà agli studenti contro le provocazioni del ministro Brunetta che rivela tutta la sua natura antidemocratica.MAURO.

     
  • Alle lunedì 23 marzo 2009 07:27:00 GMT+1 , Blogger nomadus ha detto...

    La tua solidarietà agli studenti, caro MAURO, è apprezzata e condivisa da me così come il tuo augurio di aggregazione nel centrosinistra. Quanto a Brunetta, beh, meglio non infierire...Un affettuoso saluto a te e alla tua famiglia e buona settimana.

     

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