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martedì 11 novembre 2008

se va la Carfagna nessuno si lagna


Mi è parso alquanto strano il silenzio mediatico dedicato ad un personaggio politico che da mesi è sull'onda della popolarità (cercata o meno, dipende dai punti di vista) e che ha sempre innescato polemiche per il suo passato e per le "voci di corridoio" non propriamente favorevoli. Questa volta, però, la prediletta del cavaliere, ovvero colei destinata a diventare l'unica portavoce del governo e dei ministri che lo compongono (senza togliere il posto però all'occhialuto Bonaiuti) l'ha fatta franca, perchè (ad eccezione di un articoletto de la Repubblica di oggi a firma Carmelo Lopapa) nessun organo di stampa ha scagliato qualche pietruzza polemica nei confronti del ministro per le Pari Opportunità Mara Carfagna che ha ricevuto domenica, manco fosse il ministro degli Esteri, il presidente del Brasile Luis Inacio Lula da Silva e signora all'aeroporto di Ciampino in visita di Stato per quattro giorni. Qualche lagnanza, a dire il vero, c'è stata. Ma non bisogna prenderla troppo in considerazione. Come direbbe il cavaliere sono lagnanze dei soliti comunisti, dei soliti imbecilli che vogliono far polemica a tutti i costi, magari affermando che la Carfagna ha sussurrato all'orecchio del presidente paolista che gliela dava in cambio di un suo interessamento (con relativa promessa) per far arrivare in Italia il fratello di Pato (no, non Falcao, ma proprio il fratello del giocatore del Milan) per fargli fare il provino a Milanello. Ma la Carfagna non c'è cascata. Lei la dà solo per la giusta causa. Figurarsi per un calciatore. E mica è una velina!

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