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domenica 16 novembre 2008

la (mala)giustizia & la (mala)politica




Chissà quante volte avrete letto, ascoltato o visto di persona schegge impazzite e frammentate di giustizia, amministrata (male) in nome del popolo italiano, e di politica esercitata (altrettanto male) in nome e per conto degli elettori italiani. Un connubio a volte strettamente collegato, tra i due poteri, a volte lacerante (e lacerato) per i conflitti di interesse e altro non sempre comprensibili per chi, come il sottoscritto, vive e lavora nel Paese che a volte sembra essere il Bengodi e a volte la Repubblica delle banane. Contraddizioni e sfumature che lasciano i più (ma anche i meno credo) basiti e quasi sempre indignati, proprio perchè a certe manifestazioni di ingiustizia, di arroganza, di protervia e di prevaricazione non ci si può abituare, nè tanto meno accondiscendere. I due episodi di questa settimana che, a mio modesto avviso, sono la cartina di tornasole di quanto sto scrivendo sono: 1-la sentenza del processo ai 29 funzionari e rappresentanti delle forze dell'ordine chiamati a rispondere della cosiddetta "macelleria messicana" svoltasi il 21 luglio 2001 a Genova alla scuola Diaz; 2 - l'elezione (per così dire) del presidente della Commissione di Vigilanza sulla Rai e le conseguenti dichiarazioni di quella specie (effettivamente mal riuscita) di rappresentante dell'elettorato italiano, o per meglio dire di parte di esso, che risponde al nome di Maurizio Gasparri (al riguardo consiglio vivamente la lettura dell'articolo di Giovanni Valentini su la Repubblica di venerdì, http://www.partitodemocratico.it/gw/producer/dettaglio.aspx?id_doc=64426) . Sul primo punto l'indignazione, lo scandalo, la rabbia e la conseguente impotenza di fronte ad una sentenza per metà assolutoria sui gravissimi fatti del G8 parlano da soli. A parte gli azzerbinati berlusconiani (che sono regolati per parlare solo quando il cavaliere gira la manopola) la stragrande maggioranza dei commentatori e operatori dell'informazione (non dico della sinistra, ma semplicemente quelli dotati di un minimo di materia grigia) ha censurato l'assoluzione effettivamente vergognosa con la quale i piani alti della polizia, del ministero dell'Interno, dei carabinieri e di quant'altri coinvolti nei fattacci di Genova sono usciti indenni dal processo-farsa. Ci domandiamo ancora se e come funzioni la giustizia in Italia? Secondo me non servono tavole rotonde, nè seminari nè tantomeno congressi internazionali per determinare che la giustizia in Italia non esiste. Se vogliamo essere ottimisti possiamo affermare che esiste una copia stropicciata e illeggibile della Giustizia con la G maiuscola, regolarmente disattesa quando si tratta di punire i potenti, sorprendentemente efficace e presente quando si tratta di punire i ladri polli (o di mele). Secondo me lo stesso presidente del Consiglio dovrebbe, a questo punto, decidere di farsi giudicare senza remore e senza indugi da un qualsiasi tribunale del nostro Paese: tanto non gli succederà niente, essendo lui un potente, perdipiù totalmente immune, come già ampiamente dimostrato in questi tre lustri dalla sua discesa in campo. Il secondo episodio ugualmente vergognoso e sinonimo di sfacciata protervia e arroganza del potere politico (in questo caso della maggioranza) è stato l'elezione coatta del rappresentante del PD Villari (un cognome storico in tutti i sensi ma che lui francamente non onora molto) che, in barba alle aspettative dell'opposizione che da tempo aveva proposto come candidato Leoluca Orlando, ha dovuto chinare il capo e dire sissignore alla truppa berlusconiana. Il risentimento dei compagni di partito di Villari è stato più che legittimo, anche perchè avendogli chiesto di dimettersi e non avendone ricevuto assenso a tal proposito, è logico pensare ad una sorta di tradimento nemmeno troppo celato da parte di un loro rappresentante. Ma il bello (o il brutto a seconda dell'ottica di visione) è arrivato con quel mancato comico di Maurizio Gasparri che, non contento della precedente battuta sull'elezione di Obama ("sarà contenta Al Qaeda..."), si è meravigliosamente ripetuto dando dell'incapace e del cretino (in sintesi) al segretario del PD Veltroni. Il quale non ha risposto al villico rappresentante del PdL (le buone maniere non si acquistano al mercato nè tantomeno a villa San Martino...) preferendo concentrarsi sull'incontro di domani con Villari. La morale di tutto ciò, alla fine, è semplice e normalmente sconfortante: chi ha in mano le leve del potere (sia esso politico o giudiziario) nel 99 per cento delle volte si trasforma da persona normale in fantoccio replicante di chi gli ha consegnato le chiavi del potere stesso. Non è plausibile, altrimenti, che esseri umani normodotati (almeno all'apparenza) si trasformino, non appena entrati nelle segrete stanze del potere, in esseri mostruosamente dotati di cupidigia, di arroganza, di protervia e di totale disprezzo per l'altrui (legittimo) senso di giustizia e di sana e democratica politica.

2 Commenti:

  • Alle lunedì 17 novembre 2008 13:34:00 GMT+1 , Anonymous Anonimo ha detto...

    Buongiorno carissimo.Ho già avuto modo di condannare la sentenza semiassolutoria per i fatti di Genova.Trovo sbagliato l'atteggiamento di non dimettersi subito di Villari.Lo ritengo offensivo verso i suoi elettori.La ciliegina sulla torta è il commento di Brunetta secondo cui tutti i fannulloni di sinistra.Costui dice di essere socialista ma forse sarebbe piu appropriato definirlo socialista nazionale.Forse ho esagerato,anzi sicuramente,ma volevo esprimere un concetto.MAURO

     
  • Alle lunedì 17 novembre 2008 14:28:00 GMT+1 , Blogger nomadus ha detto...

    Carissimo MAURO, a mio avviso non bisogna prendere troppo sul serio ciò che va affermando il ministro bonsai. In questo momento di imprevista popolarità e visibilità mediatica credo che le capacità intellettive e cognitive di Brunetta vengano meno, pertanto la sua frase è da derubricare come espressione "nazional-popolare" (un pò come successe molti anni a Pippo Baudo per la polemica con Enrico Manca)e immagino possa tornare utile per l'aggiornamento del dizionario berlusconiano ad uso e consumo del PdL. Qunato a Villari, concordo perfettamente con te e per i fatti di genova mi sembra pleonastico ripetermi: è stata violentata la giustizia italiana. Purtroppo.

     

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