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domenica 6 luglio 2008

dove c'è magnaccia c'è bordello...


Certi termini fanno dei giri immensi ma poi si rincontrano. Certe allocuzioni sembrano non avere un filo comune da seguire ma poi alla fine si attraggono indissolubilmente. E' quanto è capitato al "magnaccia" (nell'accezione più comune) che gira che ti rigira ha incontrato il suo "bordello". Dalla festa della Lega di Arcore, organizzata a poco più di 200 metri dalla villa di Silvio Berlusconi, Umberto Bossi dice che il Governo è a rischio, ma non sarà lui a farlo cadere, a meno che salti il federalismo. Per parlare del Governo, Bossi ha colto l'occasione fornitagli da Walter Veltroni che ha appunto affermato che il Governo non durerà (http://ilsecoloxix.ilsole24ore.com/italia_e_mondo/2008/07/05/1101609702418-veltroni-governo-non-durera-cinque-anni.shtml): "Veltroni ha ragione, c'è troppo bordello. Come si fa a fare le cose?". Bossi ha però replicato a quanti nell'opposizione sostengono che per il Governo il problema è la Lega. "Non siamo imbecilli - ha detto il ministro per le Riforme assicurando la lealtà della Lega al Governo Berlusconi -. Solo se Berlusconi votasse contro il federalismo ci chiederemmo cosa siamo lì a fare. Berlusconi però non è scemo". Non sarà scemo però qualcuno ha detto che "si comporta come un magnaccia", e su questo mi viene da pensare. Prendiamo spunto dal "magnaccia", il caso che sta scaldando questo inizio d'estate: tutti, ma proprio tutti, ovviamente fingendo di non capire o facendo intendere d'aver capito, si sono gettati a pesce sulle dichiarazioni del "buon" Di Pietro mostrando scandalo e indignazione. Il sempre presente Buonaiuti le ha definite "frasi da osteria"; "gergo da bassofondo e da criminali" ha ribadito dall' "illegittimo" teleschermo il fido Emilio Fede. Altro non si fa, dunque, che arzigogolare sul "magnaccia" che ha (e le intercettaziono sono inequivocabili) promosso, segnalato, intrallazzato intorno alla carriera di alcune "pazze". Quanto chiacchierare inutile, dunque, quando in realtà il discorso è un altro. Vedete, una cosa che nessuno vi scriverà sui giornali, ne si periterà di dirvela è la seguente: parlando al telefono con Saccà (e l'intercettazione è inequivocabile) il "magnaccia" promette aiuti economici alla futura carriera di impenditore del suddetto. Non so se avete capito: in cambio delle raccomandazioni di oggi, il "magnaccia" in futuro si adopererà per agevolare il nuovo amico industriale (che oggi industriale non è).
Come lo aiuterà? In che veste? Ovvio supporre che ogni necessaria indagine partirà da questa intercettazione, da questa interessata promessa. Certo, debbo confessare che mi fa strano che l'attuale Presidente del Consiglio, nella sua veste ufficiale, si interessi delle carriere di "amiche", predisponga Presidenti, Direttori e vice Direttori di palinsesto dell'Azienda sua concorrente, prometta favori ed elargizioni varie e quant'altro. E mi domando: ma uno così che Presidente è? Che tutela ci può dare? Quali "interessi" intende servire: i propri o quelle della Nazione in cui vive?
Chi guida un Paese, chi ha la responsabilità politica e morale di una Nazione, proprio perché deve incarnare gli ideali e lo spirito di una intera comunità, non può certo permettersi atteggiamenti da "magnaccia" e ben ha fatto chi ci ha mostrato che questo "re è nudo". E che magari sta pure nel "bordello". A pieno titolo.

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