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martedì 15 aprile 2008

Arieccolo!


I lettori di questo blog che fanno parte del club degli "anta" sicuramente avranno un ricordo abbastanza nitido di un uomo politico democristiano (scomparso nel novembre 1999) che un corsivista di fama come Fortebraccio (al secolo Mario Melloni) e un principe dei giornalisti (purtroppo scomparso) come Indro Montanelli, avevano ribattezzato (per la sua capacità di rinascita quando sembrava destinato al "viale del tramonto") "Arieccolo", vale a dire Amintore Fanfani. Nel giorno della vittoria elettorale del centrodestra e di Silvio Berlusconi mi sembra quanto mai appropriato l'accostamento (in verità anche in virtù della loro statura...) politico e di riproposizione sulla scena italiana. Il terzo Berlusconi non avrà nulla di che invidiare ai sei Fanfani che si erano succeduti alla guida dell'Italia dal lontano 1954 (primo governo monocolore DC) all'ultima apparizione fugace del 1987 (un governo che durò da aprile a luglio), anche per la capacità gerontocratica dell'attuale leader del PdL di sedere sulla poltrona di Palazzo Chigi alla non più giovane età di 72 anni, come fece Fanfani che di anni ne aveva 79 quando fu inquilino per l'ultima volta del Palazzo medesimo. Tornando ai giorni nostri, questa vittoria di larghe proporzioni di Berlusconi (e soprattutto della Lega) voluta da più di 17 milioni di italiani mi inquieta e allo stesso tempo mi fa felice. Mi inquieta perchè so benissimo che si riproporrà quello schema politico che già nel 2001 portò l'Italia a vivere la stagione berlusconiana delle leggi ad personam, degli interessi personali (e dei suoi amichetti) e di quant'altro già abbondantemente descritto e ricordato in quest'ultimo periodo dei miei interventi. Dall'altro lato, paradosslmente, questa vittoria berlusconiana mi fa veramente felice, perchè adesso non ci saranno più scuse nè alibi di circostanza, non si potrà più dire "proviamolo" o "vediamo se funziona", non ci saranno più repliche delle sceneggiate politiche del cavaliere. Se fallirà (o se non riuscirà a mantenere fede alle sue promesse) dovrà andare irrimediabilmente in pensione, dovrà uscire definitivamente dalla scena politica istituzionale italiana. Non ci saranno ulteriori appelli. Non potrà nemmeno ripercorrere la strada di Fanfani, che fu presidente del Senato e nominato senatore a vita per evidenti meriti di longevità e di militanza politica nella DC (oltre che di incarichi istituzionali internazionali, in quanto fu l'unico italiano a presiedere l'Assemblea Generale dell'ONU), perchè l'unica strada che potrà percorrere sarà quella (ben asfaltata e tenuta) che porta a Villa San Martino, ad Arcore.

2 Commenti:

  • Alle mercoledì 16 aprile 2008 13:39:00 GMT+2 , Anonymous Anonimo ha detto...

    Buonasera carissimo,ho aspettato le elezioni di Roma per commentare.Devo dire che sono molto deluso.Evidentemente agli italiani piace essere governati da Bossi e da Berlusconi e dalla loro demagogia.MAURO

     
  • Alle mercoledì 16 aprile 2008 14:00:00 GMT+2 , Blogger nomadus ha detto...

    Immagino la tua delusione, caro MAURO, che è anche la mia. Non credevo francamente in questa sconfitta, ma oramai non ci resta che rimboccarci le maniche e sperare in un'opposizione vera e inesorabile. Le prossime elezioni (che non saranno tra 5 anni) le vinceremo. Garantito.

     

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