tpi-back

giovedì 27 marzo 2008

il sesso (reale) nell'era digitale


Il recente scandalo a luci rosse che ha coinvolto l'ex governatore di New York Eliot Spitzer (di cui ho già parlato in un precedente post, http://tpi-back.blogspot.com/2008/03/eliot-spitzer-il-cosimo-mele-stelle-e.html) ha riportato prepotentemente alla luce l'argomento sesso on line, o per meglio dire, la prostituzione digitale e reale, gli annunci espliciti e diretti di donnine pronte a concedersi in cambio di centinaia (e a volte migliaia) di euro per un'ora d'amore a pagamento. Un'infinità di siti web dedicati alle donne escort, alle call-girls, alle agenzie nazionali ed internazionali di "collocamento" di questo lavoro più antico del mondo, fanno capolino dalla Rete. Illustrano ai clienti in pectore le caratteristiche anatomiche e prestazionali delle signorine predisposte ai congiungimenti carnali (previa lauta ricompensa), accompagnando il tutto con numerose foto a colori ben dettagliate delle signorine stesse. Praticamente un immenso suk del sesso (a domicilio o in hotel) a disposizione 24 ore al giorno, 365 giorni all'anno. Proprio ieri ho letto un interessante reportage in prima pagina su la Repubblica, a firma di Laura Pertici e Fabio Tonacci, dal titolo significativo "=Casa gratis in cambio di sesso= in Rete il mercato degli affitti hard": due pagine fitte di interviste a uomini che mettevano a disposizione camere in affitto in cambio però di esplicite prestazioni sessuali da parte delle studentesse alla ricerca di un alloggio (un interessante estratto dell'inchiesta lo si può trovare su RepubblicaTV, http://tv.repubblica.it/home_page.php?playmode=player&cont_id=18701&showtab=Copertina). Una situazione niente affatto sporadica o episodica, ma reale e continuativa alla luce anche del proliferare di annunci su portali specifici (http://roma.bakeca.it/donna-cerca-uomo-0 oppure http://roma.kijiji.it/f-Incontri-Incontri-per-adulti-Donna-cerca-uomo-W0QQCatIdZ301031) che non lasciano molti dubbi sul tenore degli annunci stessi. Come se non bastasse, questa mattina leggo sul Corriere della Sera Magazine (il supplemento settimanale del quotidiano milanese) un articolo di Giovanni Savarese dal titolo "Vendute on line - Due squillo raccontano come si sono prostituite via computer per libera scelta, senza intermediari" (che potete leggere qui, http://www.corriere.it/cronache/08_marzo_25/magazine_squillo_online_0d4c2820-fa8a-11dc-b669-00144f486ba6.shtml) che riporta l'esperienza di Sara (http://www.corriere.it/cronache/08_marzo_25/magazine_quattrocento_euro_e773f10c-fa8c-11dc-b669-00144f486ba6.shtml) e quella di Alessia (http://www.corriere.it/cronache/08_marzo_25/magazine_mancano_soldi_c6fd0d0e-fa8d-11dc-b669-00144f486ba6.shtml) sintomatiche fotografie della realtà odierna, fatta di incapacità relazionale e sessuale (se non meretricia) tra i giovani, eviscerati della sensibilità amorosa e poetica delle relazioni tipiche dei nostri zii e dei nostri nonni, in un'epoca assediata dal consumismo esasperato e fagocitati dal sesso virtuale e deformantemente reale della Grande Rete.

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