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martedì 25 marzo 2008

Alitalia & la commedia degli equivoci


Anche durante i giorni festivi di Pasqua la polemica intorno alla situazione di Alitalia non si è affievolita, ma anzi ha preso ancor più vigore con gli interventi di ministri, sindacalisti, presidenti del Consiglio (in carica ed ex) e naturalmente giornalisti. Tutti dicono la loro, tutti pensano che quello che stanno affermando sia la verità sacrosanta, tutti credono di avere la soluzione migliore per Alitalia. Andiamo con ordine. Il presidente del Consiglio ancora in carica Romano Prodi (che finora si era tenuto alla larga dalla polemica) ribadisce che "Una cordata italiana per Alitalia sarebbe auspicabile, ma finora non si è presentata" facendo presente che una proposta, per essere considerata tale, deve "essere seria, concreta, con delle risorse, delle persone e con un piano industriale". Finora tutto ciò non mi sembra sia avvenuto (al contrario di quello che vanno affermando insistentemente Silvio Berlusconi e Roberto Formigoni, i quali dicono che la cordata c'è ed apparirà tra poco, come il SimSalaBim! di Silvan...), mentre al contrario le dichiarazioni di carattere speculativo e propagandistico, tipiche di una campagna elettorale, si sono sprecate. Prodi chiede senso di responsabilità ai sindacati, che rispondono gettando benzina sul fuoco rinfacciando al premier la fuga di Lufthansa dalla trattativa di acquisto, ben sapendo che furono i sindacati tedeschi a indurre la compagnia aerea a desistere. Come se non bastasse, in questa commedia degli equivoci e delle parti, non fanno mancare il loro contributo anche i ministri. Da una parte Alessandro Bianchi che smentisce le dichiarazioni di Tommaso Padoa-Schioppa sulla liquidità di Alitalia, affermando invece che la compagnia di bandiera potrebbe benissimo andare avanti fino alla fine del 2008. Dall'altra parte Emma Bonino che bacchetta Bianchi e definisce la situazione attuale una classica "ennesima tragicommedia italiana", trovando "sconcertante" la dichiarazione del ministro dei Trasporti e invitandolo a visitare il sito di Alitalia e "leggere la posizione finanziaria al 31 gennaio: era a 282 milioni di euro. A marzo rimangono poco più di 100 milioni". Il suggerimento della Bonino lo sottoscrivo e uno sguardo al sito Alitalia è secondo me opportuno (http://corporate.alitalia.com/it/Images/Relazione%20CdA%20IV%20trim%202007_d_tcm6-26433.pdf) anche per rendersi conto che, nonostante le velleità leghiste di resistere nel fortino di Malpensa a tutti i costi, il management della compagnia di bandiera ritiene più opportuno e industrialmente corretto mantenere Fiumicino come hub principale (http://corporate.alitalia.com/it/Images/pr_05_02_2008_2_tcm6-26364.pdf). Alla fine della commedia, come nelle migliori rappresentazioni, ecco una voce fuori dal coro che invita tutti a un degno e decoroso comportamento. E' Pier Ferdinando Casini che afferma: "Su Alitalia è il momento del silenzio. Non si gioca sulla pelle di migliaia di lavoratori. All'Alitalia serve una moratoria del silenzio". Sono perfettamente d'accordo con Pierferdy. Parole sacrosante. Facciamo calare il sipario. Fine della commedia.

2 Commenti:

  • Alle martedì 25 marzo 2008 12:21:00 GMT+1 , Anonymous Anonimo ha detto...

    Buongiorno carissimo.Mi auguro che hai passato bene le festività.Pur non votando per Casini,anche io sono del parere che,in determinate situazioni,sia più utile il silenzio e la voglia di fare,piuttosto che il fare becera propaganda elettorale.MAURO.

     
  • Alle martedì 25 marzo 2008 12:50:00 GMT+1 , Blogger nomadus ha detto...

    Buongiorno a te, carissimo MAURO. Spero che anche per te le festività pasquali siano state un momento di relax e di serenità con la tua famiglia. Da parte mia le ho trascorse in totale dolce far niente (infatti non ho scritto per due giorni). Sulla vicenda Alitalia, come hai potuto notare, ho spaosato la tesi del silenzio di Casini, una volta tanto in linea con i nostri intendimenti.

     

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