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martedì 15 gennaio 2008

da Galileo Galilei a Benedetto XVI




Questa polemica sollevata da alcuni uomini di scienza, sull'inopportunità della presenza del Papa all'apertura dell'anno accademico alla Sapienza di Roma, proprio non l'ho capita. Ho letto le poche righe del "manifesto" dei docenti (60 o di più poco importa) che hanno affiancato la lettera scritta tempo fa da Marcello Cini, emerito professore della Facoltà di Scienze matematiche fisiche e naturali all'Università romana, al Magnifico Rettore (http://www.aprileonline.info/5852/la-lettera-di-marcello-cini) e che è stata riproposta su la Stampa di Torino qualche giorno fa. La base di questa polemica, se ho ben capito, sta in una dichiarazione, fatta a Parma nel lontano 1990, dall'allora cardinale Joseph Ratzinger (che era stato nominato, da Papa Giovanni Paolo II, "Prefetto della Congregazione per la dottrina della fede" con il compito di "vigilare" sulla purezza della dottrina della Chiesa cattolica) sul "giusto processo", fatto dalla Chiesa a Galileo Galilei, per la famosa "eresia" della Terra che gira intorno al Sole. Il Papa, ad onor del vero, aveva ripreso una frase di uno scienziato austriaco, Paul Karl Feyerabend, a proposito di una critica sulla corretta interpretazione galileiana dei fenomeni del moto e sul metodo sperimentale. Ora, a distanza di quasi 18 anni, si vuole prendere a pretesto una frase non propriamente papale per impedire la sua presenza, dopodomani giovedì 17, all'Università di Roma per l'apertura dell'anno accademico e innescare polemiche (artificiose, a mio modo di vedere) che lasciano il tempo che trovano e che, giustamente, questa mattina l'intelligente Adriano Sofri censura ampiamente in un suo articolo, in prima pagina su la Repubblica, dal titolo "In nome di Galileo fatelo parlare". Nel pezzo in questione, l'ex leader di Lotta Continua ricorda che altri due Papi presenziarono in passato alla Sapienza di Roma (Paolo VI e Giovanni Paolo II) senza che ci furono polemiche. Rammenta anche che Papa Ratzinger parlò alla diocesi di Pisa, nel 1989, con toni tutt'altro che critici sulla figura di Galileo, e che, comunque, oggi insorgere sulla visita di Benedetto XVI all'Università di Roma è come scambiare il Papa per Luciano Lama, e il 2008 con il 1977 (o con il 1870). Io aggiungerei che è anche come scambiare il discorso di Ratzinger all'Università con un eventuale discorso di Berlusconi al bar del dopolavoro delle Ferrovie dello Stato...Con tutto il rispetto. Per il Papa, naturalmente.

4 Commenti:

  • Alle martedì 15 gennaio 2008 11:17:00 GMT+1 , Anonymous Anonimo ha detto...

    Ho letto anche io l'articolo di Sofri e anche l'intervista di Dario Fo e sono d'accordo con loro.Anche se ultimamente alcune prese di posizione della Chiesa non sono condivisibili,ciò non toglie che in una vera democrazia tutte le opinioni debbano essere espresse,anche le più distanti dalle nostre.Mauro

     
  • Alle martedì 15 gennaio 2008 11:34:00 GMT+1 , Blogger nomadus ha detto...

    Quindi, anche quelle di Berlusconi? Beh, faccio un pò di fatica non dico ad accettarle, ma solamente ad ascoltarle. Sarà il tono di voce, sarà la cadenza meneghina, sarà la faccia da pirla, insomma sono molteplici i fattori per digerire una frase del caimano. Preferisco mille volte di più una reprimenda di Benedetto XVI. Amen.

     
  • Alle martedì 15 gennaio 2008 12:24:00 GMT+1 , Anonymous Anonimo ha detto...

    Veramente anche io ho molte difficoltà ad ascoltare Berlusconi e sinceramente provo un certo fastidio,però purtroppo la democrazia è anche questo.Mauro

     
  • Alle martedì 15 gennaio 2008 13:06:00 GMT+1 , Blogger nomadus ha detto...

    Ergo, se la democrazia è anche questa "gabella" da pagare, dovremo abituarci a pagare un "prezzo" molto alto ed indigesto. Come diceva il buon MONTANELLI, a proposito della DC, turiamoci il naso e votiamo...Anche se la puzza è insopportabile.

     

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