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martedì 31 gennaio 2006

alla ricerca della fama perduta


Ho letto con divertito interesse un articolo del giornalista, conduttore televisivo e scrittore di successo Beppe Severgnini, apparso nei giorni scorsi sul Corriere della Sera e dedicato interamente a tutti quei "personaggi" televisivi (di successo o presunto tale) che dal nulla sono assurti a simboli idolatrati dalle nuove generazioni, senza che abbiano combinato niente di edificante o di così importante da essere segnalati sul quotidiano della scienza e della tecnica, o sul Guinnes dei primati, nè tantomeno di aver contribuito all'innalzamento del PIL o alla riduzione del deficit della famosa bilancia dei pagamenti italiana. E allora di cosa si dovrebbero vantare questi divi televisivi del ventunesimo secolo? Secondo Severgnini proprio di nulla, anzi dovrebbero vergognarsi di aver usurpato titoli e fama (partendo dalla fame...) a personaggi del passato che, effettivamente, avevano lasciato una bella impronta circa la loro presenza in tv. Io concordo pienamente con quanto scritto dal sagace conduttore di Severgnini alle 10 (su SKY il sabato e la domenica) e soprattutto condivido la sua analisi spietata sulla ricerca (spasmodica, ancestrale, smodata) a tutti i costi della "fama" da parte dei vari Costantino, Daniele, Giuseppe, Francesco e tutti quelli della banda del GF (vecchi e nuovi) oltre ai ribolliti e ripassati in padella (televisiva) che rispondo ai nomi dei vari Al Bano, Elmi, Del Santo, Greco, Mancini, Pappalardo e compagnia cantando. Il dover rincorrere con la lingua di fuori (e con il cervello a riposo) il successo e la notorietà senza fare niente o rifare quello per cui si era in passato conosciuti (cioè ancora niente!) ha portato tutti questi pseudo-divi del piccolo schermo in una dimensione esageratamente fuori portata, senza senso ed equilibrio, insomma fuori di melone come direbbe un giovanotto dei nostri giorni. E al telespettatore cosa rimane? Ad alcuni proprio niente. Ad altri la voglia (testimoniato dai continui e pressanti casting) di partecipare a qualsiasi cosa (quiz, reality, comparsate, telefonate in diretta come concorrenti) pur di apparire e di accarezzare per pochi minuti la "fama" del momento, quell'effimera sensazione di essere "qualcuno" e di poter quindi un giorno dire "...lei non sa chi sono io..." oppure dire agli amici che le fans in delirio si strappano i vestiti al loro passaggio, televisivo o da marciapiede (forse meglio questo...) con richieste a iosa di autografi e di foto, in cambio di uno sculettamento o di una tetta scoperta...Ah la tivù...di tutto, di più!

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